Cromoterapia Culinaria

Ho il fastidiosissimo problema della somatizzazione. Una forma di solidarietà cosmica, di autolesionismo universale, di ipersensibilità ancestrale.
Non so bene cosa sia esattamente, ma so per certo che io sono il concentrato di tutte le patologie familiari: dall'alluce valgo di zia all'ipertensione di papà (passando per le vene varicose di nonna e l'astigmatismo e le discopatie di mamma).
Trascorrono gli anni e vado convincendomi di essere un caso clinico da studiare in un laboratorio di genetica (Darwin farebbe follie per avermi); più passa il tempo più si fa largo in me la convizione di essere vittima di una sorta di maledizione (chissà?! Potrei essere stata punta in fasce dal fuso di una strega cattiva... ma quella è un'altra storia), perché crescendo (o invecchiando che dir si voglia) spuntano in me come funghi le familiarità patologiche.
Tant'è che da un po' mi si è irritato pure il colon (un'indagine preliminare ha rivelato che tutto il ramo della famiglia di mamma soffre di colite spastica, perché mai sfuggire in questo caso alla regola ormai scientifica della maledizione?!).
Piove? Mi si irrita il colon... il benzinaio sbaglia nel darmi il resto? Mi si irrita il colon... il cane dei vicini abbaia la notte? Mi si irrita il colon... arriva una bolletta? Mi si irrita il colon...
Il cervello e l'intestino sono organi talmente simili che probabilmente al momento del mio assemblaggio qualcuno, forse un po' stanco o ubriaco, si sarà un confuso... così ogni piccolo "incidente giornaliero" si tramuta per me in mal di pancia, gonfiori, viscere aggrovigliate, stipsi.
In questi giorni di cose rosse, cose (e morti) bianche, cose buone e giuste, cose negligentemente fraintendibili, potevo non somatizzare? Potevo rimanere insensibile ai blocchi di tir in autostrada e alle ennesime intercettazioni telefoniche? Noooo...
e stamattina al risveglio in preda a dolori atroci ho deciso di porre fine alla sofferenza e di andare dall'ortolano per curarmi con la cromoterapia culinaria; ho investito un patrimonio in ARANCIONE e nelle sue sfumature(zucca, carote, peperoni gialli, patate) e mi son fatta una mega zuppa.
Gli effetti dell’arancione sull’organismo sono noti almeno quanto gli effetti delle zuppe: ha una forte azione stimolante sulla ghiandola tiroide; è antispastico (ottimo per contratture e crampi muscolari); non aumenta la pressione del sangue ma stimola il battito cardiaco e la capacità di espansione dei polmoni; ottimizza l’attività della milza. Consigliato ai reumatici e come attivatore dell'intestino.
Bene, domani è venerdì e andrò in pescheria. Tra astici, aragoste, gamberoni, avrò l'imbarazzo della scelta (dovrò però ricordarmi di passare prima in banca ad accendere un mutuo... cosa non si fa per la salute!).
Ohmmm!
spremuto da Rudiae· alle ore 13:42; permalink · commenti (57)


