Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
videando
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
domenica, 30 dicembre 2007, 09:26

Luce



Mi sveglio presto, prestissimo e il primo pensiero è quasi tangibile: LUCE. Invadente,  prepotente si insinua attraversando un'intera campagna,  i suoi ulivi e poi qualche rara costruzione per esplodere in una veranda sapientemente esposta ad est. Impagabile risveglio salentino! Apro la finestra e mi sporgo per cercare di indovinare l'odore del mare. Nell'irreale silenzio domenicale potrei anche giurare di sentire il pacato infrangersi delle onde a riva. A no, è il caffè che vien su. Riaccosto i vetri, stropiccio gli occhi cercando di mettere a fuoco una sciarada della Settimana Enigmistica di papà nel vano tentativo di riattivare i sensi; mi siedo guardando ad oriente in contemplazione e  sorseggiando il mio caffè.


Sul davanzale della grande finestra della veranda  trovano perpetua collocazione uno specchietto basculante (di quelli che da un lato ti danno la versione reale e dall'altra la gigantografia anche dell'anima) e una pinzetta per le sopracciglia. Poso la tazzina ormai vuota e avvicino con un gesto quasi automatico lo specchio al mio faccino. Dò una raddrizzata ai capelli e desiderosa di dettagli giro l'arnese dal lato B.



"Ahhhhh, paura...!! Chi sei?" - "Tranquilla, sono io il tuo affezionatissimo herpes simplex . Ero stufo di star chiuso lì sul tuo nervo trigemino da più di un anno e ho deciso di prendere un po' d'aria." -  "Toh guarda, mi chiedevo giusto qualche giorno fa che fine avessi fatto. Momenti migliori per ripresentarti ovviamente non c'erano. Sei un tesoro!" - "Bando al sarcasmo carina. Tanto per puntualizzare, quando farmi ricomparire lo decidi inconsciamente tu e poi, guardati un po' intorno e magari scoprirai che io sono il danno minore... infondo tra un paio di giorni filerò via, come sempre, invece qualcun altro..."


Distolgo lo sguardo dalle mie labbra e un trionfo di rughe, macchiette, peli, peletti, brufoli, punti neri, occhiaie ghignano in coro.  Rigiro lo specchio dal lato A  e riacquisto un aspetto più umano, ma il coro dei mostri lo sento ancora esibirsi in una melodia polifonica stile Dies Irae di Verdi, calzante, ritmata, funebre.  Affranta, scosto il nemico da un lato e  ricomincio a contemplare la luce, complice ignara delle mie macabre scoperte. Mi perdo in un pensiero profondo di fine anno ("chissà quando il sole si stuferà di vederci giragli intorno?!") e decido di sporgermi ancora per sentire l'aria. Spalanco l'anta della finetra e... crak! Lo specchio va in frantumi per terra...


Bene, un anno va via anche così. Tra poche ore cominceremo  un nuovo giro intorno al sole sperando che non si stufi ancora. Tra settennali presagi di sventure tutte mie ( ma chi ci crede!!!?? ) auguro invece a voi ogni bene. Vi auguro soprattutto LUCE e  SPECCHI che rendono la giusta misura



 

spremuto da Rudiae· alle ore 09:26; permalink · commenti (66)

giovedì, 13 dicembre 2007, 13:42

Cromoterapia Culinaria





Ho il fastidiosissimo problema della somatizzazione. Una forma di solidarietà cosmica, di autolesionismo universale, di ipersensibilità ancestrale.


Non so bene cosa sia esattamente, ma so per certo che io sono il concentrato di tutte le patologie familiari: dall'alluce valgo di zia all'ipertensione di papà  (passando per le vene varicose di nonna  e l'astigmatismo e le discopatie di mamma). 


Trascorrono gli anni e vado convincendomi di essere un caso clinico da studiare in un laboratorio di genetica  (Darwin farebbe follie per avermi); più passa  il tempo più si fa largo in me la convizione di essere vittima di una sorta di maledizione (chissà?! Potrei essere  stata punta in fasce dal fuso di una strega cattiva... ma quella è un'altra storia), perché crescendo (o invecchiando che dir si voglia) spuntano in me come funghi le familiarità patologiche.


Tant'è che da un po'  mi si è irritato pure il colon (un'indagine preliminare ha rivelato che tutto il ramo della famiglia di mamma soffre di colite spastica, perché mai sfuggire in questo caso alla regola ormai scientifica della maledizione?!).


Piove? Mi si irrita il colon... il benzinaio sbaglia nel darmi il resto? Mi si irrita il colon... il cane dei vicini abbaia la notte? Mi si irrita il colon... arriva una bolletta? Mi si irrita il colon...




 Il cervello e l'intestino sono organi talmente simili che probabilmente al momento del mio assemblaggio qualcuno, forse  un po' stanco o ubriaco, si sarà un  confuso... così ogni piccolo "incidente giornaliero" si tramuta per me in mal di pancia, gonfiori, viscere aggrovigliate, stipsi.


In questi giorni di cose rosse, cose (e morti)  bianche, cose buone e giuste, cose negligentemente fraintendibili, potevo non somatizzare? Potevo rimanere insensibile ai blocchi di tir in autostrada e alle ennesime intercettazioni telefoniche? Noooo...


e stamattina al risveglio in preda a dolori atroci ho deciso di porre fine alla sofferenza e di andare dall'ortolano per  curarmi con la cromoterapia culinaria; ho investito un patrimonio in ARANCIONE e nelle sue sfumature(zucca, carote, peperoni gialli, patate)  e mi son fatta una mega zuppa.


Gli effetti dell’arancione sull’organismo sono noti almeno quanto gli effetti delle zuppe: ha una forte azione stimolante sulla ghiandola tiroide; è antispastico (ottimo per contratture e crampi muscolari); non aumenta la pressione del sangue ma stimola il battito cardiaco e la capacità di espansione dei polmoni; ottimizza l’attività della milza. Consigliato ai reumatici e come attivatore dell'intestino.


Bene, domani è venerdì e andrò in pescheria. Tra astici, aragoste, gamberoni, avrò l'imbarazzo della scelta (dovrò però ricordarmi di passare prima in banca ad accendere un mutuo... cosa non si fa per la salute!).



Ohmmm!

spremuto da Rudiae· alle ore 13:42; permalink · commenti (57)

giovedì, 25 ottobre 2007, 17:44

MI PERDO







Il fuoco scoppietta nel camino e scintille dorate s’incanalano e vanno a perdersi per sempre chissà dove…



-Due diritti, un rovescio, un’accavallata semplice e un gettato….-



“devo assolutamente ricordarmi di non tendere troppo il filo”



-accavallare le tre maglie seguenti con quelle sospese sul ferro…-



“se m’impegno in una settimanella potrei finire…”



-lavorare sul rovescio del lavoro tutte le maglie come si presentano…-



“…e magari viene anche carino ‘sto maglioncino!”



 -lavorare a diritto le prime tre maglie di margine…-



“sarà un piacere indossarlo col freddo che fa”



-riprendere il lavoro e continuare fino all’asterisco…-



“…il colore mi ricorda quello di un vecchio cappotto bouclé; era di nonna se non mi sbaglio”

-terminare con le tre maglie a diritto per il margine…-



“si, si… nonna che quando lo indossava  improvvisamente sembrava diventare una gran signora”



-a trenta cm dal bordo inferiore incrociare due maglie per i tre ferri successivi…-



“…e come s’intonavano i suoi capelli grigio-blu cotonati e laccati! Capelli immobili, che diventavano scultura e sfidavano tutte le leggi di natura”



-proseguire per cinque cm…-



“E i bottoni di quel cappotto! Erano grossi, non saprei proprio di che materia fossero fatti: sembravano minuscole torte con spirali di panna montata.”



-verificare la profondità dello scafo…-



“Chissà se poi quei bottoni sono andati a finire nella scatola dei bottoni, antico barattolo che fu originariamente contenitore per caffè?”



-proseguire come da schema…-



“C’erano stampati sulla latta  animali della giungla…



mi piaceva più di tutti una giraffa buffissima; il collo era lungo quanto tutto il barattolo…e mi divertivo a svuotarlo per terra quel barattolo e ad ammucchiare i vari bottoni a seconda del colore o della misura… quelli più belli erano quasi sempre pezzi unici.”



-Avviare a tubolare 70 maglie…-



“Che schifo!” -urlava zia- “rimetti a posto quei bottoni che mi vien da vomitare a guardarti”



-proseguire a maglia rasata per trenta cm…-



“Uffa! Ma che aspettano ad inventare i telefonini e internet e la play-station così magari invece di fantasticare con i bottoni chatto con le amiche o creo un blog”



-Diritto, rovescio, diritto……….-



spremuto da Rudiae· alle ore 17:44; permalink · commenti (128)

lunedì, 10 settembre 2007, 17:05

EMPATIA


Strani percorsi di un lunedì di settembre mi han portata a soffermarmi e ad approfondire il significato di  "empatia" e "ascolto empatico".


...e mi sono imbattuta in questo losco individuo.



 Si vede lontano un miglio che trattasi di  psichiatra e filosofo esistenzialista perdipiù tedesco (la fisiognomica è per me una scienza esatta!).


In breve: oggi l'ho incontrato, l'ho ammirato e mi son fatta accompagnare per  sentieri tortuosi alla fine dei quali è stato inevitabile chiedermi quante volte  sono riuscita a stabilire una relazione empatica. La predisposizione all'ascolto è cosa seria, immedesimarci con i disagi altrui (anche gli altrui più vicini a noi) richiede impegno,  volontà, tempo e una buona dose di altruismo e generosità. Il dott. Jasper lo faceva per lavoro, noi dovremmo farlo semplicemente per capirci e per limare le asperità che si creano nei rapporti interpersonali a causa di "non-ascolto".


Infine (così giusto perché non riesco a fossilizzarmi su un unico pensiero ma divago a trecentosessanta gradi)  mi chiedevo se si possono stabilire contatti empatici in questo mondo parallelo che è il pianeta blog, dove spesso si incontrano pagine di "richieste di ascolto", in questa realtà tutta nuova che il dott. Jasper probabilmente avrebbe analizzato voracemente (mi immagino noi bloggers-cavie sul lettino del dottore a raccontare di come e perché)...mi chiedevo, ma non mi son data una risposta; ho filosofeggiato troppo per oggi e i miei neuroni urlano vendetta!






spremuto da Rudiae· alle ore 17:05; permalink · commenti (94)

Blogger: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

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...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
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