Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
videando
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
martedì, 18 dicembre 2007, 15:25

Di là.




Fa freddo. Freddo vero, di quello che si avverte con le ossa e con il cuore; freddo che scava fibre e tessuti, che secca la pelle a l'anima. Il bianco si tramuta in grigio. Sfumano i contorni di tutto e il cielo non c'è più.







Un tempo amavo le rare giornate di pioggia che mi costringevano a casa.




En ce temps là je dormais dans un petit

lit, dans un coin, et j'observais cet ami, veuf qui

partageait son existence avec moi.

Quelquefois dans le crépuscule la monotonie, mais

j'étais douce, je me pliais à ce que je supposais etre l'ordre

de l'univers Il ouvrait les fenetres pour laisser entrer un peu d'air et

quand il nelgeait, le vent soufflait la neige, et tous les deux assis on attendait

que l'hiver continue



(
Fleur Jaeggy)







Un tempo mi incantavo al cader della pioggia, al sentore del suo profumo sprigionato dall'asfalto fumante. Fantasticavo guardando le sue lacrime che si inseguivano sui vetri, che si inglobavano in gocce enormi che andavano a formare rigagnoli sui davanzali. Sognavo ad occhi aperti sulla mia immagine riflessa su vetri appannati dal mio respiro.




Il vento gonfiava le mie vesti

di veramente stabile erano le mie scarpe nere

alle caviglie ortopediche.

Un tempo passavo ore in palestra

continuai a inseguirla per inerzia.

La vidi stagliarsi tra alberi e cielo

e dopo un piccolo volo

camminare monca e rapida

avrete anche voi visto

camminare le aquile.



(Fleur Jaeggy)




Oggi desidero il calore che è di là. Mi costringo all'oscurità di tapparelle abbassate su vetri bagnati; mi impongo un "risparmio energetico" che non tollero. Il fuoco arde nell'altra stanza e sprigiona il calore di cui ho bisogno.




Mi basterebbe varcare una soglia...




...per ritrovare il sole.




 

spremuto da Rudiae· alle ore 15:25; permalink · commenti (40)

giovedì, 08 novembre 2007, 08:49

 




Pensieri sciolti con comun denominatore







"Il sito su cui sorge la Villa del Priorato, all'Aventino, è di antica urbanizzazione. A picco sull'Emporio del Tevere, già nel X secolo era occupato da un monastero benedettino fortificato. Passò poi ai Templari e, dopo la loro distruzione, agli Ospitalieri (o Gerosolimitani), predecessori dell'attuale Ordine dei Cavalieri di Malta, che vi stabilirono il loro Priorato. Il palazzo ospitò nel X secolo Alberico II Crescenzi, il figlio di Marozia.



Restauri radicali furono operati da Priori nel
XV, XVI e XVII secolo.



Nel
1765 il nipote di Clemente XIII, cardinal Rezzonico, affidò al Piranesi la ristrutturazione dell'ingresso al Priorato. Il risultato (unica opera architettonica dell'autore) fu la straordinaria piazzetta settecentesca, esemplare quasi unico a Roma di ambientazione urbanistica rococò, decorata con trofei di guerra che alludono alle imprese dei Cavalieri di Malta e con gli stemmi dei Rezzonico, sulla quale si apre il portale d'ingresso alla Villa. La piazzetta è nota soprattutto perché dal buco della serratura del portone d'ingresso è esattamente inquadrata, in fondo al giardino, la cupola di San Pietro."






Roma è uno scrigno di bellezze inconfutabili, Roma ti mozza il fiato ad ogni angolo, Roma eternamente bella... a Roma ci torno sempre volentieri.

Nel 2000 ci andai per il Giubileo e mi portarono in un posto straordinario sconosciuto ai più: IL BUCO DI ROMA. Il nome può risultare quasi blasfemo, ma vi assicuro che cela un'emozione fortissima.  Spiare dal buco della serratura del portone della villa dei Cavalieri di Malta (magari la sera quando le luci artificiali fanno tutto più bello e romantico) è una pratica da inserire nelle migliori guide turistiche. La ricordo come  una delle esperienze più forti che  abbia mai fatto. Ok, lo so, sono una che preferisce il divano e un buon libro  o sferruzzare davanti al camino acceso, non pratico sport estremi e non ho girato il mondo. Forse potrei essere facilmente suggestionabile, lo ammetto, però quello che ho provato guardando il panorama che cela quel portone è stato da tachicardia!






E siccome oggi sono in vena di pensieri sciolti, vi consiglio vivamente l'ascolto di questo brano di Mina











è una poesia in musica di Roberto Roversi.






Ecco, dicevo nel titolo del post pensieri sciolti con comun denominatore... bene: il comun denominatore scovatelo voi!

spremuto da Rudiae· alle ore 08:49; permalink · commenti (90)

Blogger: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

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...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
Luoghi, Situazioni, Cose dell'Anima
lu rùscio te lu mare
Maldive? No, Salento!
Se sbircio oltre i cespugli, mi accorgo che...
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