Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
videando
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
giovedì, 15 novembre 2007, 13:55

Ho pensato a te...




Elisabetta è un'amica, ci separano cinquanta chilometri appena; lei vive in città e ha amici, parenti e una casa accogliente in paese, poco distante da me. Poche settimane fa, tornando a casa, ho trovato  un pacchetto e un biglietto di Elisabetta: "Scusa se non ti ho avvisata, ero di passaggio e ho una gran fretta. Parto oggi per Madrid, ma volevo proprio lasciarti questo libro prima di andar via. L'ho letto e ho pensato a te..."










Aurora è un'amica, ci separano duecentocinquanta chilometri; lei vive in città e ha un casolare in campagna...sempre troppo distante da me. Poche settimane fa sono andata a trovarla perché avevamo voglia di sentirci più vicine. Un'intera giornata e mille cose da fare e da dirci, tra cui: "Ieri sono stata al mercatino  e ho visto quel libro che ti dicevo e ho pensato a te..." (e ci siamo precipitate al mercatino a rovistare tra una caterva di libri impolverati e protetti dalla pioggia grazie ad un telo di plastica ancora più impolverato... e quel libro Aurora me l'ha regalato!)










Sono questi i testi che mi accompagnano in questi giorni di soggiorno in Salento; ritaglio minuti alle mille cose che vorrei fare  per cullarmi al suono di silenziose letture e di dolcissimi  pensieri e ricordi che mi legano alle mie amiche. 




[...]




....e sono due libri bellissimi!




spremuto da Rudiae· alle ore 13:55; permalink · commenti (59)

giovedì, 08 novembre 2007, 08:49

 




Pensieri sciolti con comun denominatore







"Il sito su cui sorge la Villa del Priorato, all'Aventino, è di antica urbanizzazione. A picco sull'Emporio del Tevere, già nel X secolo era occupato da un monastero benedettino fortificato. Passò poi ai Templari e, dopo la loro distruzione, agli Ospitalieri (o Gerosolimitani), predecessori dell'attuale Ordine dei Cavalieri di Malta, che vi stabilirono il loro Priorato. Il palazzo ospitò nel X secolo Alberico II Crescenzi, il figlio di Marozia.



Restauri radicali furono operati da Priori nel
XV, XVI e XVII secolo.



Nel
1765 il nipote di Clemente XIII, cardinal Rezzonico, affidò al Piranesi la ristrutturazione dell'ingresso al Priorato. Il risultato (unica opera architettonica dell'autore) fu la straordinaria piazzetta settecentesca, esemplare quasi unico a Roma di ambientazione urbanistica rococò, decorata con trofei di guerra che alludono alle imprese dei Cavalieri di Malta e con gli stemmi dei Rezzonico, sulla quale si apre il portale d'ingresso alla Villa. La piazzetta è nota soprattutto perché dal buco della serratura del portone d'ingresso è esattamente inquadrata, in fondo al giardino, la cupola di San Pietro."






Roma è uno scrigno di bellezze inconfutabili, Roma ti mozza il fiato ad ogni angolo, Roma eternamente bella... a Roma ci torno sempre volentieri.

Nel 2000 ci andai per il Giubileo e mi portarono in un posto straordinario sconosciuto ai più: IL BUCO DI ROMA. Il nome può risultare quasi blasfemo, ma vi assicuro che cela un'emozione fortissima.  Spiare dal buco della serratura del portone della villa dei Cavalieri di Malta (magari la sera quando le luci artificiali fanno tutto più bello e romantico) è una pratica da inserire nelle migliori guide turistiche. La ricordo come  una delle esperienze più forti che  abbia mai fatto. Ok, lo so, sono una che preferisce il divano e un buon libro  o sferruzzare davanti al camino acceso, non pratico sport estremi e non ho girato il mondo. Forse potrei essere facilmente suggestionabile, lo ammetto, però quello che ho provato guardando il panorama che cela quel portone è stato da tachicardia!






E siccome oggi sono in vena di pensieri sciolti, vi consiglio vivamente l'ascolto di questo brano di Mina











è una poesia in musica di Roberto Roversi.






Ecco, dicevo nel titolo del post pensieri sciolti con comun denominatore... bene: il comun denominatore scovatelo voi!

spremuto da Rudiae· alle ore 08:49; permalink · commenti (90)

mercoledì, 03 ottobre 2007, 00:35

Parenti generosi




È notte: una notte tiepida d'autunno avvolta da un silenzio assoluto. Sfoglio le pagine di un libro delizioso ("La casina, la casa, le cose" di Alda Bruno) scelto in libreria la scorsa estate a caso, guidata dalla solita passione per la letteratura siciliana. È la saga di una antica famiglia isolana raccontata attraverso storie quotidiane e ritratti di personaggi pregni di umorismo. Sfoglio, leggo, sorrido e mi proietto in un'altra dimensione non meno piacevole e soprattutto non meno umoristica. 


Ho delle zie fantastiche: sanno da sempre di Olio of Olaz (la loro cura quotidiana di bellezza) e di varechina. Sono odori che si mescolano e che sprigionano freschezza. Sfiorarle con un bacio sulla guancia è come fare un tuffo nel passato di più di trent'anni. Ecco: loro hanno il profumo delle mie vacanze d'infanzia, che sanno anche di latte appena munto fatto bollire "finché non fa la panna" e di ricotta fresca amalgamata con zucchero e cannella... e di rosari sgranati alla velocita della luce: Ave Maria che si susseguono al galoppo senza incepparsi intercalate da un Pater ogni dieci "pallini"... misteri gloriosi, gaudiosi, misericordiosi... un trionfo di preghiere, con un tripudio finale di Ora pro Nobis a tutti i santi e tutto rigorosamente a memoria, magari sferruzzando pure, ché la maglia vien più bella se si prega.







Sentire religioso semplice quello delle mie zie, ancorato ad antichi insegnamenti e farcito di credenze popolari...e soprattutto legato al culto dei morti. E si, perché le dolci ziette  tengono molto anche a quella che sarà la loro eterna dimora e han deciso di costruirsi la tanto agognata cappella funeraria (con malcelato disappunto di qualche affezionato nipote che vede così diminuire la fetta di una ipotetica eredità). Ma le zie serafiche e felici per la novella preziosa costruzione ci han detto di star tranquilli, ché nell'eterna dimora ci sarà un posto per tutti. Wow!




spremuto da Rudiae· alle ore 00:35; permalink · commenti (99)

domenica, 02 settembre 2007, 11:29
Di partenze e di vernacolo






Sono partita, in direzione nord stavolta, la direzione del rientro dalle vacanze, la direzione dell'abbandono della mia terra. Contenti vero? Così la smetterò di raccontare di Salento, di mare cristallino, di cucina sublime, di pizzica, di cene con i parenti...




Son partita da tre giorni ormai, tre giorni eterni in cui non ho fatto altro che disfare le valigie e sistemare casa (la mia casa ha la strana propensione a sporcarsi da chiusa: quando mi assento per una mesata la polvere e le ragnatele diventano padroni indiscussi e al rientro mi tocca far capire loro chi comanda a suon di ramazza e mocio).




Ora che mi sento di nuovo la regina del mio territorio, tra i mobili che profumano di Pronto e i pavimenti che emanano dolci note di mughetto, ora che l'abbronzatura comincia  a sgretolarsi con la mia pelle, ora che  già un temporale con grandinata ha rimesso ordine in un'estate che volgeva al termine con ancora 40°...  ora è l'ora di far i conti con Settembre che da sempre è tempo di buoni propositi.



Primo in ordine di necessità: la dieta, ma la comincerò quando avrò esaurito le scorte di cibo che mi son portata appresso (mozzarelle, ricotta, pane, pasticciotti, friselle, taralli,  sott'olii vari...).




Secondo: controlli medici vari (ci vuole una messa a punto da cima a fondo... si comincia da domani).




Terzo: ultimare le letture cominciate e tuffarmi anima e corpo alla scoperta della poesia di un autore magliese secondo me un po' trascurato.



Ho estorto a mio zio Giovanni due libri:



"Oppressione e resistenza nei proverbi li lavoro salentini"



e


"Cronache e Paràbbule"



entrambi di Nicola G. De Donno.




Il Prof. Nicola De Donno era il preside della mia scuola. Un uomo di profonda cultura e un esempio di integrità e semplicità. Un burbero in apparenza, ma solo perché il ruolo lo richiedeva.  Una di quelle figure che nella vita  ti sfiorano e di cui percepisci la grandezza da subito, ma che scopri in profondità solo dopo, nel tempo, proprio quando il tempo sublima la loro esistenza.




Ecco, voglio dedicarmi a lui in questo settembre; un modo modestissimo per ringraziarlo per ciò che ci ha lasciato e per approfondire la conoscenza della cultura del mio paese.




Per la dieta c'è tempo... (E poi perché? Le due cose non son mica incompatibili...! Peccato, non ho scuse...!)





*grazie di cuore a zio Giovanni, amico e collega dell'autore in questione, che ha avuto il "coraggio" di prestarmi la copia autografata del libro di poesie da cui è tratto ciò che segue (la scelta è stata quasi obbligata: Morigino è il mio paesello!)



SAN GIUVANNI DE MURÌCINU



Lu ventiquattru ggiugnu tutti l'anni

am paru cu ll'amici, bbelli rummi,

ne scîne coppe coppe a ssan Giuvanni,

pe vvera diuzzione de culummi.




Stu primu fruttu, quantu cchiùi ne ncummi,

poi durmire tranquillu, nu nc'è ddanni:

màssimu do' ttre ure, e poi lu scrummi,

e tutt'al più te càriane li sanni.






Murìcinu: ttre case e nnu lampiune,

e ccu nnu san Giuvanni esaggeratu,

nutu, cu dda lanata de muntune.






Nu Santu cusì ggrande a cquai è mminatu:

ca cce oi sse troa de vera tantazziune

a ccampagna, cce nc'ete de peccatu?




Il ventiquattro giugno tutti gli anni, / insieme con gli amici, bei tomi, / ce ne andavamo lemme lemme a San Giovanni, / per vera devozione dei fioroni. / Questo primo frutto, quanto più te ne accumoli, / puoi dormire tranquillo, non ci sono danni: / massimo due tre ore, e poi lo evacui, / e tutt'al più ti si cariano i denti. Morigino: tre case e un lampione, / e con un San Giovanni esagerato, / nudo, con quella lanata di montone. / Un Santo così grande qui è sprecato: / perché che vuoi che si trovi di vera tentazione / in campagna, quanto c'è di peccato?

spremuto da Rudiae· alle ore 11:29; permalink · commenti (65)

venerdì, 24 agosto 2007, 16:58

 



"Tu non conosci il Sud, le case di calce
da cui uscivamo al sole come numeri
dalla faccia d'un dado."

[Vittorio Bodini]






Con questo tamburello rosa, con questi bambini d'altri tempi, con questi versi di Bodini, voglio prepararmi alla "Notte della Taranta" e al suo vero significato.


Voglio ancora immergermi nel mio sud (ah se Bodini potesse respirarlo ancora! Finalmente così diverso dal suo, finalmente vivo come forse l'avrebbe voluto)



Ballati tutti quanti ballati forte

Ca la taranta è viva,

ca la taranta è viva,

ca la taranta è viva e nun è morta

spremuto da Rudiae· alle ore 16:58; permalink · commenti (56)

giovedì, 16 agosto 2007, 19:44

AMORE




Oggi mi sento ispirata e mi va di parlare di AMORE. Scorro veloce l'elenco dei tags e mi accorgo di non averne mai parlato. Non starò a tediarvi in questa seconda calda metà di agosto dissertando sui profondi significati del sentimento, sugli innamoramenti, su romanticismi vari. Vi dirò invece di quanto AMORE ho respirato in un posto incantato.







Un paese che si chiama Cocumola


 è


 come avere le mani sporche di farina




 e un portoncino verde color limone. 




 Uomini con camicie silenziose fanno un nodo al fazzoletto




 per ricordarsi del cuore.




 Il tabacco è a secare,




 e la vita cocumola fra le pentole




 dove donne pennute assaggiano il brodo.







La poesia è di Vittorio Bodini, uno dei poeti salentini più conosciuti e di cui probabilmente parlerò in altre occasioni. Sono versi  che accennano  a Cocumola, piccolissimo paese del Salento.




A Cocumola c'è una deliziosa piazzetta, dove si affaccia l'antico palazzo dei signori d'un tempo e che vede ergersi al centro una colonna con in cima la statua di San Nicola, probabilmente il Santo Patrono. Cocumola è vicinissima al mare (quello bello!) e nasconde tra i suoi pochi vicoli quel  posto incantato dove ho respirato amore.




"Bar Gelateria Nicola & Rita"; ci vai perché ti han detto che lì puoi gustare il gelato più buono della provincia, ci vai aspettandoti un mega bancone di gelateria stra-assortito e spumeggiante, ci vai e... t'accorgi subito di essere fuori dal mondo (che è un po' l'impressione che hai attraversando la piazza di Cocumola...).




Il locale del bar gelateria è ricavato da una vecchia costruzione salentina (quelle tipiche con le volte a stella); è in perfetto stile "boh!?". Elementi di arredo rosa-celeste, piante finte che spuntano un po' dappertutto, nella saletta degustazione un poster gigante raffigurante un paesaggio bucolico, qua e là foto dei posti di mare più vicini, tra la saletta e il bar un acquario di medie dimensioni ospita strani pesciolini. Nella zona bar il faccione di Ronaldo incorniciato sorride dall'alto e poco più in basso una maglia dell'Inter autografata da "non so chi" anch'essa incorniciata. Su un'altra parete un altro faccione incorniciato: è un uomo non giovanissimo in giacca e cravatta che abbozza un sorriso un po' rassegnato. Colpisce tra tutta questa accozzaglia di elementi un po' kitsch la cura, la pulizia, la freschezza.




Dopo una veloce analisi del posto (sufficiente a farti capire che il faccione incorniciato e incravattato è quello del titolare, il signor Nicola, e che se è lì... probabilmente non è più tra noi) ti avvicini al banco dei gelati e se sei fortunato incontri la signora Rita che, con il suo accento milanese-salentino ti accoglie tra le sue delizie. Spaletta tra le vaschette metalliche, tra i vari gusti trattandoli come creature di cui andar fieri, e per un euro e 30 centesimi ti riempie un cono di delizia!




Capisci dalle sue parole che è una settentrionale trapiantata nel profondo sud per amore; e quel sentimento è tangibile in ogni angolo di quel posto... e quel sentimento lo assapori leccando un gelato che sa di amore.

spremuto da Rudiae· alle ore 19:44; permalink · commenti (37)

mercoledì, 04 luglio 2007, 10:41

Sarà perché sto leggendo questo libro




 




 o sarà perché da quando ho aperto il blog mi capita di riavvolgere spesso il nastro della memoria e di ricordare cose del  passato...




sarà per quel che sarà... da qualche giorno i miei pensieri ruotano intorno alle figure di suore che ho incontrato nel corso degli anni.


 


Dall'austera suor Rosa "grande" (soprannominata così per distinguerla dalla consorella più giovane) che era la mia maestra di asilo e che mi ha insegnato a scrivere e a star composta a tavola... a suor Luisa, suora vincenziana che si prodigava con la solerzia di una formica super indaffarata per far fronte alle esigenze della comunità e soprattutto dei più deboli (infaticabile dispensatrice di sorrisi); da suor Amelia, tostissima nel gestire l'efficiente ospedale di Tricase con il suo piglio manageriale  e filosofa "fai da te" con le sue lapidarie pillole di saggezza ("sopporta pazientemente le persone moleste e prega che muoiano presto")... all'amatissima suor Cecilia che per tre anni è stata la mia insegnante di pianoforte... (sento ancora il suo odore di suora quando penso alle sue vecchie dita ossute che battevano i tasti... quante risate con lei, buffissima con il suo accento siciliano...)




...ci penso molto a loro in questi giorni... e penso alla repulsione che avevo per le lenticchie (era uno dei pasti fissi alla mensa dell'asilo... ), alla scoperta straordinaria del fatto che anche le suore avevano due gambe quando per nascondermi dai compagni mi infilai sotto l'enorme abito di suor Rosa...




...adorate suore! Ho subito a lungo il loro fascino e da bambina desideravo diventare suora... più avanti, dopo aver  approfondito il concetto di "voti" e "regole"... capii che la vita monastica non era nelle mie corde!














 
















spremuto da Rudiae· alle ore 10:41; permalink · commenti (45)

lunedì, 02 luglio 2007, 09:58

 


VIAGGIO


“Viaggio” è anche il titolo della bellissima prefazione di un libro che risfoglio devotamente di tanto in tanto, pagine di un’edizione curata nei dettagli… parole e immagini di storia, letteratura, poesia della mia terra . (“Puglia, il suo cuore” - Giuseppe Giacovazzo ed.Palomar) e di viaggi racconta anche Cesare Brandi nel suo “Pellegrino di Puglia”. …e questi sono viaggi "IN" Puglia… percorsi attraverso le bellezze di questa magica terra, per le sue strade di pianura, da una provincia all'altra, tra la varietà di luoghi e dialetti...



In sottofondo Mario Perrotta racconta l’inizio di un suo viaggio di bambino (l’intero racconto "Nel Sole" è andato in onda in puntate su Radio2)…e magistralmente ci porta nella dimensione dei viaggi "DALLA" Puglia… viaggi di lavoro verso paesi lontani…(per noi originari di una terra così geograficamente estrema il viaggio è quasi destino e ogni altra terra è “terra lontana”…). Noi, “integralisti meridionali”,   partiamo spessissimo… e molto spesso torniamo perché abbiamo radici d’edera!







Ora che mi accingo ad organizzare il viaggio per le vacanze estive, con la gioia di sempre [e con già in preventivo  la tristezza del ritorno, quando solo gli odori delle provviste che si mescoleranno e che invaderanno la macchina (profumi di parmigiana, ortaggi vari, pasticciotti, olio…) mi aiuteranno a sopportare il dolore delle viscere strappate dal distacco] ….ora che son quasi pronta per l’ennesimo viaggio “direzione estremo sud-est italico”… in questo eterno partire e tornare… e scoprire sempre cose nuove… in un tumulto di emozioni (e tra i ricordi dei viaggi d'infanzia...in millecento blu con portapacchi stracarico e ovviamente senz'aria condizionata...e quelli dei viaggi più recenti e veloci...) ora... che sento stranamente frinire le cicale anche qui... dove il cielo mi sembra un po' più blu... e dove scorrono fiumi tra gli Appennini e dove ad una certa altezza si trova anche un po' di refrigerio... ora che quasi quasi qui non si sta poi malaccio... e che 'sti infiniti viaggi un po' hanno stancato...



Ehi!... no no... non facciamo  scherzi!... non facciamoci prendere dalla stanzialità, bisogna partire...


Comincio oggi, per tempo, a preparare i bagagli... (non si sa mai!)















spremuto da Rudiae· alle ore 09:58; permalink · commenti (35)

lunedì, 18 giugno 2007, 16:30

Personalissimo omaggio a due amatissimi artisti.... e alla "pennichella"! 


'U filuvespri. La controra [G. Bufalino-Museo d'ombre]


A partire da mezzo maggio i grandi, da vent'anni in su, dopo pranzo si buttano a letto a dormire. Ma come fa ad imitarli chi non è più bambino e sta diventando ragazzo? Chi sente il sangue infastidirgli la pelle e mordergli l'inguine una tarantola d'oro? Allora si esce, incuranti del sole, del suo colpo d'accetta sulla nuca. Eccolo, lassù, a picco sulla piazza, e fa ribrezzo, somiglia a una pupilla scoppiata, a una pudenda che sanguina. Non resta dunque che passeggiare da soli, dove c'è un'unghia d'ombra, sotto le palme del Municipio, in attesa che in questo deserto senza speranza si apra, finalmente, il caffè Bonanno.


 


Mal d'Africa [F.Battiato-Orizzonti Perduti]


Dopo pranzo si andava a riposare

santacesareacullati dalle zanzariere e dai rumori di cucina;

dalle finestre un po' socchiuse spiragli contro il soffitto,

e qualche cosa di astratto si impossessava di me.

Sentivo parlare piano per non disturbare,

ed era come un mal d'Africa, mal d'Africa.

Saturday night I'm a dreamer,

I can't live without you

on my own, lies a photograph,

please come back and stand by me.

Con le sedie seduti per la strada,

pantaloncini e canottiere, col caldo che faceva.

Da una finestra di ringhiera mio padre si pettinava;

I'odore di brillantina si impossessava di me.

Piacere di stare insieme solo per criticare

ed era come un mal d'Africa, mal d'Africa.







spremuto da Rudiae· alle ore 16:30; permalink · commenti (29)

Blogger: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
Luoghi, Situazioni, Cose dell'Anima
lu rùscio te lu mare
Maldive? No, Salento!
Se sbircio oltre i cespugli, mi accorgo che...
online
Online Casinos

Heracleum blog & web tools