Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
vIDEAndo
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
giovedì, 06 dicembre 2007, 16:10

Forse...





sbufff, sbuff... fa più o meno così il mio ferro da stiro. Caldaia piena in pressione, vapore caldissimo che fuoriesce dai forellini della piastra.




Sbuff, sbuff... su chili di bucato da stirare;


sbuff sbuff finché non si esaurisce l'acqua nella caldaia (e stranamente l'acqua finisce sempre sul più bello, quando hai quasi finito, quando per completare l'opera mancano solo i due quarti davanti di una camicia, e siccome il tuo ferro non è di quelli super moderni che puoi rimpinguare da subito, ma devi aspettare minino tre quarti d'ora prima che il tappo della caldaia accenni anche solo ad un giro di svitamento, ché la super sicura di protenzione impedisce che si apra quando è ancora in pressione o troppo caldo, le tre ore di stiro si allungano mostruosamente).




Sbuff, sbuff... stirare è bellissimo, almeno quanto lo è pagare le tasse secondo la teoria di Padoa Schioppa.


Il parallelismo regge: "Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l'istruzione e l'ambiente" disse saggiamente il nostro ministro dell'economia e della finanze; 




io sostengo che "Dovremmo avere il coraggio di dire che stirare è una cosa bellissima e sanissima, un modo di contribuire all'andamento della famiglia e allo stesso tempo un modo per mantenerci in forma, perché stirare fa  smaltire 45 calorie ogni mezz'ora".


Ma il coraggio richiesto in entrambi i casi, mi manca!




Ogni volta che stiro mi torna in mente uno dei  tormentoni musicali dei mitici anni settanta : "Ti Amo" di Umberto Tozzi. Il cantautore, in preda al delirio causato da non so quale tipologia di stupefacente, osò scrivere:


"fammi abbracciare una donna che stira cantando.

e poi fatti un po' prendere in giro (ti amo, ti amo)

prima di fare l'amore (ti amo, ti amo)
"


UNA DONNA CHE STIRA CANTANDO???


Ma vi prego! Per voi uomini abbiam fatto e ci siam rifatto di tutto: dalla depilazione delle ascelle alle autoreggenti che in pieno inverno fanno congelare le chiappe, dalle unghie di plastica al silicone vagante in ogni parte del nostro corpo, dai tacchi a spillo alle diete più assurde, ecc. ecc. però stirare cantando (e poi farci anche un po' pendere in giro) è chiederci veramente troppo!  



 

spremuto da Rudiae· alle ore 16:10; permalink · commenti (50)

martedì, 20 novembre 2007, 10:56



Sembrano passati secoli:

alle prime gocce d'acqua, preludio di un raro temporale estivo, tutti fuori di corsa a mettere al riparo i "taraletti". Le campagne d'estate erano distese infinite di piante verdi a volte giganti; i cortili e le strade  ospitavano i telai per l'essiccazione naturale (i taraletti appunto)... e si correva imprecando contro il mal tempo che poteva compromettere un'intera stagione, si correva a tirar su pesanti teli di plastica o a trasportare i telai in luoghi coperti.






Queste scene le ricordo perché negli anni settanta (e  molti prima anche, ma io ho memoria del tempo della mia infanzia!) l'economia salentina ruotava intorno all'agricoltura e non v'era paese del leccese dove in estate non si coltivasse tabacco. Ho nel naso l'odore di quelle grandi foglie enfatizzato dalla pioggia e ho nelle orecchie il suono di arcaici termini che non si usano più  (cuceddhe, 'nzerte, pupoli, ruddhe) così come non si usa più fare quella coltura e il mestiere del contadino.



Il tabacco oggi viene essiccato in tutt'altra maniera, il sole del Salento oramai non serve .





Il torrido sole di luglio e d'agosto oggi è utilissimo  per l'abbronzatura; l'economia salentina finalmente ruota anche intorno al turismo e l'antica masseria dove nel 1889 nacque mio nonno materno ora ospita convegni, concerti e mostre.


Il sole estivo coccola i turisti e... matura  le olive;  per questa funzione è ancora insostituibile.




 Le corpulente donne salentine erano le "fimmene fimmene" del canto popolare: canto che denunciava sfruttamento e caporalato. Si intonava in campagna per alleviare la fatica; oggi lo ascoltiamo nelle varie interpretazioni e in diversi arrangiamenti alla Notte della Taranta



No, le olive non si raccolgono più così.



In campagna ormai udiamo solo i rumori di motori a scoppio di attrezzature moderne che sostituiscono la manodopera. Un bene, un gran bene, perché le nipoti e le pronipoti di quelle donne accovacciate, oggi sono in tutt'altre faccende affaccendate. Non soffrono dei malanni imposti dalla fatica e  curano difetti di postura "da scrivania" andando in palestra...










...e soprattutto non somigliano agli ulivi (o erano gli ulivi che finivano con il somigliare alle donne?!)

spremuto da Rudiae· alle ore 10:56; permalink · commenti (67)

giovedì, 15 novembre 2007, 13:55

Ho pensato a te...




Elisabetta è un'amica, ci separano cinquanta chilometri appena; lei vive in città e ha amici, parenti e una casa accogliente in paese, poco distante da me. Poche settimane fa, tornando a casa, ho trovato  un pacchetto e un biglietto di Elisabetta: "Scusa se non ti ho avvisata, ero di passaggio e ho una gran fretta. Parto oggi per Madrid, ma volevo proprio lasciarti questo libro prima di andar via. L'ho letto e ho pensato a te..."










Aurora è un'amica, ci separano duecentocinquanta chilometri; lei vive in città e ha un casolare in campagna...sempre troppo distante da me. Poche settimane fa sono andata a trovarla perché avevamo voglia di sentirci più vicine. Un'intera giornata e mille cose da fare e da dirci, tra cui: "Ieri sono stata al mercatino  e ho visto quel libro che ti dicevo e ho pensato a te..." (e ci siamo precipitate al mercatino a rovistare tra una caterva di libri impolverati e protetti dalla pioggia grazie ad un telo di plastica ancora più impolverato... e quel libro Aurora me l'ha regalato!)










Sono questi i testi che mi accompagnano in questi giorni di soggiorno in Salento; ritaglio minuti alle mille cose che vorrei fare  per cullarmi al suono di silenziose letture e di dolcissimi  pensieri e ricordi che mi legano alle mie amiche. 




[...]




....e sono due libri bellissimi!




spremuto da Rudiae· alle ore 13:55; permalink · commenti (59)

lunedì, 23 luglio 2007, 08:34

SACRIFICI FEMMINILI


Sabato sera/notte ero qui...









e ancora ne pago le conseguenze (intorpidimento generale da abuso di Mojito, fischio nelle orecchie, mal di gambe e piedi!)




Dubbio amletico: "non ho più l'età"? ...o ho solo sbagliato scarpe e invece di massacrarmi con queste









 avrei fatto meglio a mettere queste altre!?






spremuto da Rudiae· alle ore 08:34; permalink · commenti (35)

Utente: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

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...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
Luoghi, Situazioni, Cose dell'Anima
lu rùscio te lu mare
Maldive? No, Salento!
Se sbircio oltre i cespugli, mi accorgo che...
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