|
|
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
Home » cose cosìTag correlati: territorio, umane deficienze, musica, vacanze, memoria, famiglia, psicologia, lavori, ricette, femminilità , religione, gastronomia, tendenze, ascolto, mare
martedì, 08 gennaio 2008, 16:18
In bilico 
Entro in chiesa per l'Epifania, festa comandata. La chiesa del mio paesello è decisamente grande per le esigenze della frazioncina di 150 anime e tradisce le originarie e più riguardevoli dimensioni del borgo. Sbircio velocemente intorno attraversando la navata di destra per recarmi al banco "di sempre"; è tutto a posto: le colonne, le tele, gli affreschi, gli altari barocchi, San Giovanni... Antonietta sfoglia il libricino del rosario, 'u Totu te la 'Cchina trascina i suoi novanta'anni su due stampelle in cerca di un posto e Dante intona gli accordi sulla tastiera della pianola. Ho memoria di Dante e la sua tastiera fin da quando ero bambina. Lo considero un elemento strutturale della mia chiesetta, almeno quanto le colonne. Suona, canta con voce tenorile e credo abbia più di ottant'anni da sempre, un po' come il personaggio senza età di una fiaba. Accompagna le funzioni con accordi armonici cercati a memoria tra tasti bianchi e neri usando solo tre dita per mano. Dal mio banco riesco a spiare i suoi movimenti. Pollici, indici e medi saltano da un fa a un si bemolle con la sapienza dell'esperienza mentre gli anulari e i mignoli scompaiono; falangi, falangine e falangette che si chiudono ad anello fino a sparire. Mi scosto e riesco ad intravedere lo "spartito": strani segni che non sono note, crocette, pallini e cerchietti compongono un linguaggio musicale tutto personale. Mi scosto ancora un po' nel tentativo di capirne di più, ma proprio non riesco ad entrare nella logica di quei segni che per me diventano magia. Mi scosto e mi ritrovo sull'orlo del banco in bilico tra la possibilità di recuperare il giusto spazio per le mie terga e la figuraccia di finire per terra... in bilico senza possibilità di equilibrio, come un uovo. 
(Proprio l'altra sera al Caffé Leopardi sorseggiando una cioccolata calda mi perdevo tra le tele di Daniele Minosi, novello Caravaggio che dipinge la luce con maestria, e mi interrogavo sull'equilibrio delle uova). Chiudo qui, lasciandovi il dubbio sulle mie capicità funamboliche... Chiudo e vado a stendere una pomata sulle chiappe, che sebben "pandorate" (leggi: "cicciotte" a causa di uso smodato di dolci natalizi) han risentito dell'urto. Hops! Ho svelato l'arcano.
spremuto da Rudiae· alle ore 16:18; permalink · commenti (70)
domenica, 30 dicembre 2007, 09:26
Luce 
Mi sveglio presto, prestissimo e il primo pensiero è quasi tangibile: LUCE. Invadente, prepotente si insinua attraversando un'intera campagna, i suoi ulivi e poi qualche rara costruzione per esplodere in una veranda sapientemente esposta ad est. Impagabile risveglio salentino! Apro la finestra e mi sporgo per cercare di indovinare l'odore del mare. Nell'irreale silenzio domenicale potrei anche giurare di sentire il pacato infrangersi delle onde a riva. A no, è il caffè che vien su. Riaccosto i vetri, stropiccio gli occhi cercando di mettere a fuoco una sciarada della Settimana Enigmistica di papà nel vano tentativo di riattivare i sensi; mi siedo guardando ad oriente in contemplazione e sorseggiando il mio caffè. Sul davanzale della grande finestra della veranda trovano perpetua collocazione uno specchietto basculante (di quelli che da un lato ti danno la versione reale e dall'altra la gigantografia anche dell'anima) e una pinzetta per le sopracciglia. Poso la tazzina ormai vuota e avvicino con un gesto quasi automatico lo specchio al mio faccino. Dò una raddrizzata ai capelli e desiderosa di dettagli giro l'arnese dal lato B. 
"Ahhhhh, paura...!! Chi sei?" - "Tranquilla, sono io il tuo affezionatissimo herpes simplex . Ero stufo di star chiuso lì sul tuo nervo trigemino da più di un anno e ho deciso di prendere un po' d'aria." - "Toh guarda, mi chiedevo giusto qualche giorno fa che fine avessi fatto. Momenti migliori per ripresentarti ovviamente non c'erano. Sei un tesoro!" - "Bando al sarcasmo carina. Tanto per puntualizzare, quando farmi ricomparire lo decidi inconsciamente tu e poi, guardati un po' intorno e magari scoprirai che io sono il danno minore... infondo tra un paio di giorni filerò via, come sempre, invece qualcun altro..." Distolgo lo sguardo dalle mie labbra e un trionfo di rughe, macchiette, peli, peletti, brufoli, punti neri, occhiaie ghignano in coro. Rigiro lo specchio dal lato A e riacquisto un aspetto più umano, ma il coro dei mostri lo sento ancora esibirsi in una melodia polifonica stile Dies Irae di Verdi, calzante, ritmata, funebre. Affranta, scosto il nemico da un lato e ricomincio a contemplare la luce, complice ignara delle mie macabre scoperte. Mi perdo in un pensiero profondo di fine anno ("chissà quando il sole si stuferà di vederci giragli intorno?!") e decido di sporgermi ancora per sentire l'aria. Spalanco l'anta della finetra e... crak! Lo specchio va in frantumi per terra... Bene, un anno va via anche così. Tra poche ore cominceremo un nuovo giro intorno al sole sperando che non si stufi ancora. Tra settennali presagi di sventure tutte mie ( ma chi ci crede!!!?? ) auguro invece a voi ogni bene. Vi auguro soprattutto LUCE e SPECCHI che rendono la giusta misura.
spremuto da Rudiae· alle ore 09:26; permalink · commenti (66)
giovedì, 13 dicembre 2007, 13:42
Cromoterapia Culinaria 
Ho il fastidiosissimo problema della somatizzazione. Una forma di solidarietà cosmica, di autolesionismo universale, di ipersensibilità ancestrale. Non so bene cosa sia esattamente, ma so per certo che io sono il concentrato di tutte le patologie familiari: dall'alluce valgo di zia all'ipertensione di papà (passando per le vene varicose di nonna e l'astigmatismo e le discopatie di mamma). Trascorrono gli anni e vado convincendomi di essere un caso clinico da studiare in un laboratorio di genetica (Darwin farebbe follie per avermi); più passa il tempo più si fa largo in me la convizione di essere vittima di una sorta di maledizione (chissà?! Potrei essere stata punta in fasce dal fuso di una strega cattiva... ma quella è un'altra storia), perché crescendo (o invecchiando che dir si voglia) spuntano in me come funghi le familiarità patologiche. Tant'è che da un po' mi si è irritato pure il colon (un'indagine preliminare ha rivelato che tutto il ramo della famiglia di mamma soffre di colite spastica, perché mai sfuggire in questo caso alla regola ormai scientifica della maledizione?!). Piove? Mi si irrita il colon... il benzinaio sbaglia nel darmi il resto? Mi si irrita il colon... il cane dei vicini abbaia la notte? Mi si irrita il colon... arriva una bolletta? Mi si irrita il colon...
Il cervello e l'intestino sono organi talmente simili che probabilmente al momento del mio assemblaggio qualcuno, forse un po' stanco o ubriaco, si sarà un confuso... così ogni piccolo "incidente giornaliero" si tramuta per me in mal di pancia, gonfiori, viscere aggrovigliate, stipsi. In questi giorni di cose rosse, cose (e morti) bianche, cose buone e giuste, cose negligentemente fraintendibili, potevo non somatizzare? Potevo rimanere insensibile ai blocchi di tir in autostrada e alle ennesime intercettazioni telefoniche? Noooo... e stamattina al risveglio in preda a dolori atroci ho deciso di porre fine alla sofferenza e di andare dall'ortolano per curarmi con la cromoterapia culinaria; ho investito un patrimonio in ARANCIONE e nelle sue sfumature(zucca, carote, peperoni gialli, patate) e mi son fatta una mega zuppa. Gli effetti dell’arancione sull’organismo sono noti almeno quanto gli effetti delle zuppe: ha una forte azione stimolante sulla ghiandola tiroide; è antispastico (ottimo per contratture e crampi muscolari); non aumenta la pressione del sangue ma stimola il battito cardiaco e la capacità di espansione dei polmoni; ottimizza l’attività della milza. Consigliato ai reumatici e come attivatore dell'intestino.
Bene, domani è venerdì e andrò in pescheria. Tra astici, aragoste, gamberoni, avrò l'imbarazzo della scelta (dovrò però ricordarmi di passare prima in banca ad accendere un mutuo... cosa non si fa per la salute!).
Ohmmm!
spremuto da Rudiae· alle ore 13:42; permalink · commenti (57)
lunedì, 10 dicembre 2007, 11:55
In principio era il Verbo ...si, più o meno sarà cominciata per tutti così. Poi arrivò improvvisamente la fine del XIX secolo... e a partire da quegli anni lì Antonio e Domenica generarono: Giovanna, Giuseppe, Antonio, Pietro (mio nonno paterno, il più piccolo nella foto), Domenica ed Emanuele (che nella foto non ci sono perché erano ancora anime vaganti in attesa di collocazione). 
Pietro incontrò Grazia e a partire dalla seconda metà degli anni 30 generarono: Cosima, Antonio (il secondo da sinistra alias il mio papà), Luigi, Giovanni. 
Nel frattempo, a pochi chilomentri di distanza, Vito e Vincenza generavano: Maria, Antonia, Abbondanza, Paolo, Anna (la mia mamma, la bambina con il vestitino con le maniche a sbuffo) e Giuseppina. 
Anna crebbe in salute e diventò una splendida donna (quella in piedi!) 
e chissà perché e chissà per come il destino decise di farle incontrare l'uomo della sua vita: Antonio. 
I due decisero presto (dopo un paio d'anni di castigatissimo fidanzamento) di convolare a nozze 
e a partire dalla seconda metà degli anni '60 generarono: Loredana, Gabriella e Pietro. 
(mia sorella nel duro compito di sorella maggiore) 
(io in un altro duro compito; vi garantisco che qui sono uguale ad oggi!) 
(io con la mia nonna materna che da lì a poco ridiventò anima vagante) 
(io nell'ennesimo duro compito) 
(io con ambizioni da velina) 
(io e mio fratello... il quale verso la fine del XX secolo convolò a giuste nozze con Lara e insieme generarono la splendida creatura qui sotto, Emanuele). 
Bene, oggi mi andava così: un tuffo nel passato strettamente familiare, un viaggio a ritroso tra vecchie foto. Vedere mio nonno bambino della stessa età di mio nipote ad un secolo esatto di distanza rende il senso delle cose. E giacché mi sto facendo gli affaracci miei, mando una bacione a mamma per il suo compleanno e uno a mia sorella per il suo onomastico... (forse la ricerca di vecchie foto è stata un'occasione per cancellare la distanza e sentirmi più vicina a loro).
spremuto da Rudiae· alle ore 11:55; permalink · commenti (48)
giovedì, 06 dicembre 2007, 16:10
Forse... 
sbufff, sbuff... fa più o meno così il mio ferro da stiro. Caldaia piena in pressione, vapore caldissimo che fuoriesce dai forellini della piastra. Sbuff, sbuff... su chili di bucato da stirare; sbuff sbuff finché non si esaurisce l'acqua nella caldaia (e stranamente l'acqua finisce sempre sul più bello, quando hai quasi finito, quando per completare l'opera mancano solo i due quarti davanti di una camicia, e siccome il tuo ferro non è di quelli super moderni che puoi rimpinguare da subito, ma devi aspettare minino tre quarti d'ora prima che il tappo della caldaia accenni anche solo ad un giro di svitamento, ché la super sicura di protenzione impedisce che si apra quando è ancora in pressione o troppo caldo, le tre ore di stiro si allungano mostruosamente). Sbuff, sbuff... stirare è bellissimo, almeno quanto lo è pagare le tasse secondo la teoria di Padoa Schioppa. Il parallelismo regge: "Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l'istruzione e l'ambiente" disse saggiamente il nostro ministro dell'economia e della finanze; io sostengo che "Dovremmo avere il coraggio di dire che stirare è una cosa bellissima e sanissima, un modo di contribuire all'andamento della famiglia e allo stesso tempo un modo per mantenerci in forma, perché stirare fa smaltire 45 calorie ogni mezz'ora". Ma il coraggio richiesto in entrambi i casi, mi manca!
Ogni volta che stiro mi torna in mente uno dei tormentoni musicali dei mitici anni settanta : "Ti Amo" di Umberto Tozzi. Il cantautore, in preda al delirio causato da non so quale tipologia di stupefacente, osò scrivere: "fammi abbracciare una donna che stira cantando.
e poi fatti un po' prendere in giro (ti amo, ti amo)
prima di fare l'amore (ti amo, ti amo)" UNA DONNA CHE STIRA CANTANDO??? Ma vi prego! Per voi uomini abbiam fatto e ci siam rifatto di tutto: dalla depilazione delle ascelle alle autoreggenti che in pieno inverno fanno congelare le chiappe, dalle unghie di plastica al silicone vagante in ogni parte del nostro corpo, dai tacchi a spillo alle diete più assurde, ecc. ecc. però stirare cantando (e poi farci anche un po' pendere in giro) è chiederci veramente troppo!
spremuto da Rudiae· alle ore 16:10; permalink · commenti (50)
mercoledì, 17 ottobre 2007, 09:16

Catapultata indietro nel tempo da un’immagine in TV: le veline di Striscia la notizia con la permanente. È bastato così poco per farmi ricordare gli anni ’80. Gli anni più importanti della mia vita, il decennio “formativo” che m’ha visto trasformarmi da bambina a donna…dalle elementari all’università tutto concentrato lì, negli anni ottanta. E mentre tutt’intorno accadevano cose strabilianti che cambiavano il mondo (la strage di Ustica, l’attentato alla stazione di Bologna, il terremoto in Irpinia, la “glasnost" e la"perestrojka"; John Lennon moriva ucciso da un mitomane, ci si ammattiva a con il diabolico cubo di Rubik, Ali Agca attentava alla vita di Papa Giovanni Paolo II, il presidente egiziano Sadat veniva ucciso, per la prima volta si sentiva parlare dell'AIDS, il Principe del Galles Carlo sposava Diana Spencer; e poi lo scandalo P2, il piccolo Alfredo Rampi cadeva in un pozzo artesiano da cui purtroppo non verrà estratto in tempo, "Il nome della rosa" di Umberto Eco diventava un successo letterario mondiale, Erano gli anni d’oro di Michael Jackson, Bruce Springsteen, I Genesis, Bob Geldof , Bon Jovi, Prince, George Michae, l Whitney Houston, Stevie Wonder e purtroppo anche dei Duran Duran e Nikka Costa; moriva soli 36 anni Bob Marley, e morivano anche, però in un attentato, Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie e un uomo della scorta. Al cinema proiettavano"E.T.", Flashdance ,Top gun, Terminator, Rambo, Rocky e per fortuna anche L’Ultimo imperatore; in una indimenticabile notte spagnola, Dino Zoff alzava al cielo la coppa del mondo, il Verona di Bagnoli vinceva lo scudetto; iniziava della mania Swatch. si affermava il PSI di Bettino Craxi, veniva arrestato in Brasile Tommaso Buscetta gli scienziati lanciavano l'allarme per l'"Effetto serra", esplodeva il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina. Rita Levi Montalcini otteneva il premio Nobel per la medicina e Carlo Rubbia quello per la fisica Alberto Tomba diventava un mito e i fratelli Abbagnale pure, cadeva il muro di Berlino, venivano catturati e giustiziati il dittatore Ceausescu e la moglie si ballava la lambada…)
....e mentre appunto accadeva tutto questo (e moltissimo altro) rigorasamente senza cellulare e internet, io mi dibattevo in questioni studentesco-amorose e vagliavo l’opportunità di indossare i fuseaux e le maglie con le maniche a pipistrello!
In questo ultimo scorcio del primo decennio degli anni 2000 si ripropone prepotentemente la moda degli anni '80 e la sua icona: Madonna. Noi donnine adeguiamoci pure...(l'abbiam fatto con gli anni '60 e gli anni '70, perché non continuare a farlo?!) ma vi prego: risparmiatemi la permanente!
spremuto da Rudiae· alle ore 09:16; permalink · commenti (95)
venerdì, 14 settembre 2007, 09:17
CATENA 
Non amo particolarmente le catene. Addirittura anche solo guardarle mi dà un senso di claustrofobia. Sono l'emblema della mancanza di libertà, delle scelte imposte, del dominio. Altra cosa sono le catene di Sant'Antonio: le interrompo sempre a rischio di beccarmi tutte le maledizioni possibili. Quella in cui mi ha simpaticamente intrappolata l'amica Otrantodiversa è un giochino per blogger che ha il semplice pretesto di coinvolgerci un po', senza promesse di guarigioni miracolose o arricchimenti improvvisi e senza la minaccia di catastrofi immenenti qualora dovesse essere spezzata. Le regole: parlare di otto fatti a caso che riguardino se stessi in un post dedicato, scegliere altre otto persone da taggare e dire loro che sono taggate (e, ovviamente, ricordarsi di postare le regole!). Intanto passo la palla a: Sherazade, Aglaja, Avantè, RomanticaPerla, Joncur, krishel, Marco, Sulpicia. (ovviamente senza imposizione alcuna!...) infine ecco i miei noiosissimi otto fatti personali: →la notte non riesco ad addormentarmi se le ante dell'armadio non sono perfettamente chiuse; →ho una passione assoluta per la musica di Franco Battiato e per lui in quanto persona fisica (farei qualsiasi follia per potergli stare vicino); →sto faticando da matti per compilare questa lista (ed è un fatto anche questo!); →mi piace il contatto fisico con la terra: camminare scalza nei campi, rotolarmi nei prati, dormire (e non solo) sotto un tetto di stelle...; →ho letto Il Codice da Vinci in due pomeriggi d'estate e me ne sono pentita per tutti i pomeriggi seguenti (me ne pentirò anche questo pomeriggio); →il mio primo voto alle elezioni politiche l'ho dato a D'Alema (all'epoca vivevo nel suo colleggio elettorale)...successivamente (per motivi di spostamenti logistici) mi capitò di votare Casini... e questi sono tra i più grandi errori di gioventù! →canto come contralto in un coro polifonico: l'altra sera durante le prove il maestro mi ha chiesto di cantare con più fedeltà rispetto alle mie fattezze (che avrà voluto dire?); →ho un cassetto pieno di sogni, ma ho sempre difettato in ambizione e forza di volontà..ho paura che quel cassetto prima o poi esploderà! FATTO! E' stata più dura di quanto credessi... (infatti questo post potrebbe autodistruggersi entro i prossimi 5 minuti!)
spremuto da Rudiae· alle ore 09:17; permalink · commenti (81)
|
|