

Io e la mia strada da fare ci svegliamo presto la mattina: il presto regala uno stralcio di giornata fresca e anche un giusto silenzio che dilata lo spazio concedendosi ai pensieri migliori.
Metto le mie scarpette e vado per il solito percorso dove gli odori diventano sempre più insoliti e le brutture della mia gente si manifestano con la prepotenza di una violenza subita con rassegnazione. Ci sono rovi di more arse dalla temperatura infuocata di questi giorni di fine luglio e tra i rovi di tutto e di più. Carcasse di elettrodomestici e carcasse di animali (l'orribile puzzo ne denuncia la presenza all'olfatto prima ancora che alla vista), buste di spazzatura dilaniate da cani randagi. Più avanti batterie di automobili, lo scheletro di un passeggino e ETERNIT... percorro tre chilometri di una strada di campagna e sono tre chilometri di degrado intervallati da belle villette, il che aumenta il mio sconcerto.
Ho scoperto in questi giorni che il mio blog è silenziosamente seguito da miei conterranei. E' a loro che mi rivolgo: possibile che dobbiamo assistere inerti? Veramente non possiamo far nulla affinché i nostri concittadini diventino sensibili alle problematiche ambientali? Perché per molti è normale aprire il finestrino dell'auto in corsa e far volar via di tutto (bottiglie, cartacce, mozziconi..)?
Intanto io e la mia strada continuiamo a frequentarci, non so ancora per quanto... probabilmente fino a che sentirò ancora le pecore belare.
spremuto da Rudiae· alle ore 18:05; permalink · commenti (17)

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