"Aspira qui e tienimi saldo il divaricatore"..." ... te l'ho detto che quest'anno siamo stati in vacanza in Salento?".
Coll'indice destro accenno un "no".
"Che posti meravigliosi!...passami il trapano" "E pensare che c'è chi si ostina ad andare ancora ai Caraibi. Ma tu sei di Lecce-Lecce?"
Riemerge il mio ditino che, azionato da un veloce movimento del polso, prima segna nell'aria una retta da sinistra a destra e viceversa e poi si incarca verso il basso ad indicare "più giù".
"Pensa che ho vinto un soggiorno premio in un villaggio con i punti della parrucchiera".
Stavolta lascio che siano gli occhi spalancati ad esprimere un "Cheeee?" .
"Mi sono innamorata di Otranto, di quel mare trasparente anche lì al porto, della sua storia. Ma come mai nei libri di scuola non si accenna nemmeno alla strage degli ottocento martiri?"
...stringo le spalle a significare "e che ne so?!"
...poi in preda ad un'estasi di ricordi vacanzieri, la mia dentista si sfila la mascherina, si abbandona sullo sgabello come fosse senza energie e continua il suo dettagliatissimo racconto fatto di luce , sole, mare, ulivi, masserie, cibo, prezzi bassi...ed io, con la bocca spalancata piena di aspiratori, divaricatori e quant'altro do fondo a tutto il repertorio di gestualità affinché il monologo della dottoressa sia sostenuto da cenni di condivisione e orgoglio salentino.

Tornata a casa con la mia bella otturazione nuova di zecca e una slogatura all'articolazione della mandibola, tronfia come sempre quando qualcuno tipo la mia dentista egubina mi parla con entusiasmo del Salento, accendo il pc e càpito su un blog che di tanto in tanto visito. E' il blog di una giovane ragazza di origini foggiane che ha avuto un discreto successo editoriale e che ha passato la scorsa estate in giro per l'italico suolo a presentare il suo nuovo libro. In un recente post racconta l'odissea di una giornata nel Salento in occasione della Notte Bianca Letteraria a Galatina esordendo così: "Galatina è un paese molto carino in provincia di Lecce abitato da poche centinaia di anime, noto per nessun motivo presso le genti, se non per il fatto di essere omonimo alla caramella della Sperlari (già Polenghi). ...e già da qui ogni buon pugliese degno di tale appellativo capisce che la signorina i libri li scrive e li vende, ma a quanto pare li legge poco e mai nella sua giovane vita ha sentito parlare di tale Ernesto De Martino e della sua "La terra del Rimorso". Ma è giovane e va perdonata...continuo quindi con la lettura del post. Leggo, capisco, qualcosa condivido, ma mi innervosisco sulla chiosa: "C’è ancora qualcuno che mi chiede perché non torno a vivere in Puglia. Vorrei spiegargli che non è snobismo o disprezzo, davvero. È che proprio non c’ho più il fisico."
...io adoro la mia dentista. Mercoledì ho un nuovo appuntamento e salderò il conto, con grande piacere! ... il libro della blogger foggiana invece col cavolo che lo compro!