Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
vIDEAndo
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
lunedì, 20 ottobre 2008, 08:51
Diciotto. Forse diciassette. Li ho contati dapprima due per volta, scorrendo lo sguardo veloce lungo la tunica, dal primo  in cima al colletto fin sotto all’ultimo che sfiorava il pavimento. Ed erano diciotto. Poi, per esser certa, ho scorso e contato uno ad uno i piccoli bottoni neri, e son diventati diciassette. Allora ho ripreso il conto dall’ultimo infondo. Tre, sei, nove… diciotto. Don X ci parlava della chiesetta di Orciano e di quanto eravamo stati fortunati a trovarla aperta, ché lui aveva già chiuso, ma poi un architetto di Venezia di passaggio ha insistito affinché la aprisse… e noi siamo arrivati subito dopo… don X ci parlava ed io lo ascoltavo sì, attenta a non perdere le bellezze del gioiellino architettonico incastonato nel paesello medioevale, ma quei bottoncini, quella tunica!



 Perfettamente inserito nell'ambiente, ché un parroco  diverso per la  chiesetta di Santa Maria Novella proprio non riuscirei ad immaginarlo, don X non credo superi il metro e cinquanta d'altezza. Anziano intorno agli ottanta, con grandi orecchie con lobi penzolanti, continuava a indicarci ora il pavimento, ora il minuscolo coro in noce incastrato nell’abside, ora la statua del Cristo Risorto che viene portata in processione il martedì di Pasqua, “che è giorno feriale, ma c’è comunque  tanta gente”. Lui parlava ed io continuavo la mia conta, per uno, per due, per tre, per quattro… in fila per uno col resto di due.



Melagrana mignon da Alessandra47.




La sera poi per cena ho divorato avidamente una melagrana matura e dolce, perfetta nella sua naturale architettura.

spremuto da Rudiae· alle ore 08:51; permalink · commenti (52)

sabato, 11 ottobre 2008, 09:13

Scrivere mi piaceva un sacco. Il gesto della scrittura intendo, il tracciare parole su carta, affondare l’amatissima  bic nera, in pagine intonse di quaderni immacolati. Lo scroscio della sfera, l’odore dell’inchiostro, la cura per i dettagli. Avevo sul dito medio della mano destra un callo da scrittura che esibivo con malcelato orgoglio e che ormai si intuisce appena. (Oggi al massimo può capitarmi una distorsione dell’articolazione del pollice a causa di smanettamento eccessivo del cellulare, o di rompere un’unghia nella testiera del pc. Nulla di cui andar fieri). Nei tempi della beata infantile  innocenza, mi convinsi per un breve periodo, che avrei fatto della scrittura il mio mestiere: mi vedevo curva su scrittoi in polverosissime biblioteche intenta  a riempiere pagine e pagine alla luce di un raggio di sole che filtrava da una finestrella posta in alto alla mia sinistra... (molto stile "Il nome della Rosa"). Durò poco quella fase, giusto il tempo di lasciarmi distrarre da Heather Parisi che sgambettava su "Cicale Cicale" e convincermi che da grande avrei fatto la ballerina (e per un anno ore alla sbarra a fare pliè)...




Dicevo: scrivere mi piaceva e pure inventare storie. Quindi un giorno avrei scritto un romanzo bellissimo e sarei diventata famosa.




La scorsa estate, per  una serie di casualità (consigli di lettura  "non-consigli", notti bianche letterarie, blog incontrati chi si ricorda più come) ho letto con avidità libri di giovani autori pugliesi. Cavolo! Sono bravi! ...e ovviamente anche loro da piccoli sognavano di far gli scrittori. Anagraficamente e geograficamente a me molto vicini, cerco di capire quali percorsi di studio e di vita  abbiano intrapreso per diventare ciò che sono... e mi si spalancano porte su mondi fatti di riferimenti culturali molto  "beat generation": tanto jazz, tanto fumo di tutti i tipi,  tanto sesso, tanto impegno politico, Insomma: mentre io, frequentando l'oratorio,  leggevo Eco e andavo in estasi sulle note dei Gen Rosso, loro nelle sedi del partito o in qualche cantina, tra  nuvole di fumo non bene identificato, leggevano Bukowski e Kerouac con in mano bicchieri di whisky irlandese e con tappeto jazz di sottofondo. Bene: posso farcela anch'io, posso recuperare. Rispolvero vecchi 33 giri che mia sorella conserva come reliquie (ricordo di "Radio 80" , la stazione radio del paesello che quando chiuse i dj che ci lavoravano si spartirono i dischi e a lei toccarono quelli jazz), metto su Billie Holiday. Tiro fuori dagli scaffali Musica per organi caldi  () di Bukowski, stappo una bottiglia di Jameson, agguanto un posacenere e me ne scendo in garage (la cantina non ce l'ho!).  ...sì,  il posacenere ok, ma il fumo? ...mai comprato sigarette o altro. Il tubo di scappamento dell'auto funge? ...ci provo, e da domani ricomincio a scrivere (e stavolta, cavolo, Heather non mi freghi!)

spremuto da Rudiae· alle ore 09:13; permalink · commenti (29)

martedì, 07 ottobre 2008, 08:23

...è che quando finisce l'estate si tirano i remi in barca e la barca si porta a ricovero, magari in un vecchio garage.


Let me go da fataetoile superbusy.


 


E c'è da sgrattare, riverniciare, ricucire le reti, riordinare gli attrezzi.


Ho quasi fatto. Mi vesto d'autunno e riapro i cancelli della Corte.  I Limoni stanno per maturare!

spremuto da Rudiae· alle ore 08:23; permalink · commenti (23)

Utente: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

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...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
Luoghi, Situazioni, Cose dell'Anima
lu rùscio te lu mare
Maldive? No, Salento!
Se sbircio oltre i cespugli, mi accorgo che...
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