Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
videando
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
mercoledì, 14 maggio 2008, 16:10






"I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti.

Le nuvole vanno a ballare all’orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.


E tu dove vai a ballare?


 Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.


Ehi turista so che tu resti in questo posto italico. Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.

Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c’è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.

Abbronzatura da paura con la diossina dell’ILVA. Qua ti vengono pois più rossi di Milua e dopo assomigli alla Pimpa.

Nella zona spacciano la morìa più buona. C’è chi ha fumato veleni all’ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma. Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese. Turista tu balli e canti, io conto i defunti di questo paese. Dove quei furbi che fanno le imprese, non badano a spese, pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.


 Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre non le riapri più.

Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.

Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.


E’ vero, qui si fa festa, la gente è depressa e scarica. Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba e chi non sgobba si compra la roba e si fonda finché non ingombra la tomba. Vieni a ballare compare nei campi di pomodori la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati nei barattoli.

Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli. Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d’essere figli di emigrati. Mortificati, non ti rovineremo la gita.

Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.


 Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.

Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia.

Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.


O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via e subito penso che potrei morire senza te.

E subito penso che potrei morire anche con te."

spremuto da Rudiae· alle ore 16:10; permalink · commenti (1)

venerdì, 09 maggio 2008, 22:18


Era nell'aria ormai da un po'. Nei vari pronostici, nel toto-ministri che ci ha assillato sin dal primissimo dopo elezioni, nelle speranze dei sui affezionati elettori il nome di Raffaele Fitto rimbalzava tra una Carfagna e un Maroni, tra un  Bossi e un Tremonti...  alla ricerca di un'adeguata collocazione a palazzo Chigi.


L'on. Fitto è mio coetaneo e mio compaesano. Ha la faccia da bravo ragazzo al quale affideresti i  pargoli per una gita al mare: pare proprio  il figlio che tutte le mamme vorrebbero, il genero che ogni suocera sogna, il padre perfetto stile colazione del Mulino Bianco...  eppure ricordo benissimo le ronde che lui con il suo gruppetto facevano per Maglie alla ricerca del "nemico" da picchiare identificato ora nell'avversario politico, ora nel tifoso di una squadra avversaria. Ricordo come se fosse ieri il sangue colare dal naso di mio fratello in seguito ad un pugno assestatogli da uno degli scagnozzi dell'allora diciasettenne democristiano Raffaele Fitto... a causa di una partita di pallavolo!


Dopo i recenti fatti di Verona, dopo questa nomina a ministro, mi son tornati in mente alcuni episodi che qui sono riportati in dettaglio... poi indago, ricerco e scopro che "il tipo" ha le mani in pasta un po' ovunque, Chiesa compresa, che fu indagato dalla Procura di Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti, che anche in ambiente universitario i "baroni" gli garantivano appoggio elettorale. Insomma: un politico vero.


Faccio questi pensieri, proprio oggi che ricorrono i trent'anni dall'omicidio di Aldo Moro, lui sì mio ILLUSTRE CONCITTADINO e lui sì POLITICO VERO. Mi arrovello chiedendomi come mai la storia non ci insegna nulla. Di esempi da seguire rimangono solo targhe sui muri delle piazze e statue celebrative... nomi che gli adolescenti confondono con quelli di cantautori famosi o di p.r. d'assalto (Fabrizio Moro, Lele Mora)


...e a tutta questa tristezza odierna si aggiunge quella per la scomparsa di zio Paolo, unico uomo di sinistra in una famiglia che ancora si proclama democristiana e che, ahimé ha contribuito alla gloria dell'on. Fitto.


Che Dio ci perdoni!

spremuto da Rudiae· alle ore 22:18; permalink · commenti (34)

domenica, 04 maggio 2008, 09:35
I Cugini di Campagna suonavano nel campo sportivo mentre in piazza tra luminarie, bancarelle e banda si consumavano i festeggiamenti per San Nicola patrono.


Mi raccomando: non perderlo!”- con queste parole, in seguito alle mie stupide pretese di bambina, mi fu affidato il biglietto della lotteria della festa . 


Tra uno sbadiglio e l’altro in faccia ai falsetti dei tricodotatissimi-scintillanti-zeppati cantanti, tra il tentativo di far cambiar colore alle odiate scarpe bianche (residuo della prima comunione fresca fresca) strofinandole nel terriccio del campo e quello di fumarmi il biglietto verde della lotteria arrotolato a mo’ di sigaretta, il concerto giunse al suo termine e il biondo cugino di campagna estrasse da una scatola il biglietto vincente: “Il numero fortunato è: serie F n.123. Complimenti!”.


 Fu tra la lenta declamazione del c-e-n-t-o-v-e-n-t-i-t-r-è-  e il “complimenti”, proprio lì in mezzo, incastonato come un diamante prezioso, che uno scappellotto mi fece sputare il biglietto (l’unica roba che abbia mai tentato di fumare!) “T’avevo detto di non perderlo!”... e mentre rispondevo che me lo stavo solo fumando (o almeno facevo finta, giusto per darmi un tono!), vidi il viso di mio padre illuminarsi…


L’amore tra me e il   primo premio della lotteria [una fiammante bici rossa “da uomo” di quelle con la canna di traverso e con la levetta per il cambio delle marce (ok, dei “rapporti”… prima che qualche purista storca il naso, chiamiamo le cose col nome giusto) posizionata sulla “canna” obliqua del telaio] scoccò nel momento in cui mio padre, ancora in estasi per la fortunata vincita, riponeva in un angolo del garage l’ambito premio intimando alla pericolosissima prole: “Guai a chi me la tocca!” (praticamente un invito a nozze!).


Il corteggiamento durò una settimana circa, giusto il tempo di capire come riuscire a tenere l’equilibrio su quel telaio enorme. Pedalavo in punta di alluce, sbilanciandomi pericolosamente ad ogni mezzo giro di corona: quante cadute! Quanta strada percorsa insieme (magari anche solo per andare a trovare Angela, l’amica del cuore che abitava a 200m da casa mia), quanti pomeriggi di calura furtivamente sottratti al sonno per perdermi in circuiti deserti tra infinite distese di ulivi a inseguire lucertole e a sentirmi padrona del mondo; quante corse cronometrando i miglioramenti immaginandomi Moser (il mio mito), quante fughe, fino “all’altro ieri”, tra muri a secco e cave che improvvisamente aprono bianche voragini nella terra rossa… la polvere di tufo fin nelle narici, e il profumo del mare che si fa sempre più intenso e le cicale che in coro stordiscono e battono il ritmo delle pedalate....e poi la musica di altro, nuovi ritmi, muscoli tesi , sudore e cuore che scoppia in petto!


Strint, cranc cranc, snghe, rumoreggia oggi il trentenne ingranaggio artritico della bici rossa, tra i denti della corona che cercano l’incastro nell’arrugginita catena e lentamente mi accompagnano ancora per stradine di campagna che snodandosi disegnano un ingarbugliato reticolato fatto di pensieri e sogni che ritrovo lì ad aspettarmi… li riprenderò e insieme andremo al mare e, abbandonata la bici sulla bianca sabbia, ci riuniremo in un catartico splash!.

spremuto da Rudiae· alle ore 09:35; permalink · commenti (40)

Blogger: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

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...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
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Se sbircio oltre i cespugli, mi accorgo che...
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