Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
vIDEAndo
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
martedì, 26 febbraio 2008, 09:39


Ho un mi bemolle stonatissimo; nonostante accurate accordature, il mio pianoforte conserva quella dissonanza quasi come un vezzo, una peculiarità tutta sua. D'altronde, vecchio com'è, con i suoi tasti avorio (alcuni quasi gialli), non può offrire di più. Ora che ci penso: cigola anche un pedale, ma mi importa meno.


Quel tasto nero, piccolo e un po' "isolato", mi è addirittura simpatico.  Scoperchio sempre più raramente la tastiera e ogni tanto la smonto tutta per pulire i martelletti e spolverare le corde. Viviseziono il pianoforte ancora alla ricerca di una soluzione per l'antica dissonanza; lei  stride e se la ridacchia in barba anche a Beethoven che sul mi bemolle (o re diesis che dir si voglia) ha composto deliziose sonate.


Faccio flessioni per tonificare bicipiti e tricipiti. Tre serie da cinquanta di addominali per eliminare le mollezze. E poi corro, corro... perché anche il quadricipite vuole la sua parte....ma quel mi bemolle, un po' scordato e per definizione "sottotono", da sola non riesco a correggerlo.


"Bemolleggio" dentro e ancora non trovo un buon accordatore!

spremuto da Rudiae· alle ore 09:39; permalink · commenti (54)

mercoledì, 20 febbraio 2008, 21:41





...e non è da tutti avere due classi contemporaneamente. Accadeva nei mitici anni ottanta in un istituto sperimentale del tacco d'Italia.  Ci siam fotografati spesso a scuola, già coscienti, probabilmente, che tirar fuori dai diari quegli scatti sarebbe stato un rituale piacevole da ripetere di tanto in tanto.


A volte è prepotente il bisogno che ho di  immergermi tra le pagine coloratissime dei miei diari scolastici: vittima di un certo peterpanismo, ricerco nella mia adolescenza il seme di quel che oggi sono e non mi vedo poi così diversa. E non sono così diversi nemmeno i miei compagni, nonostante tutto: nonostante carriere brillantissime, matrimoni e divorzi, malattie, figli,  carcere, lutti gravissimi. Tra di loro ci sono i miei amici più cari. Venticinque anni di legame forte e sincero che sfida le distanze e il quotidiano diversissimo di ciascuno di noi.


Li cerco quando la vita mi strattona un po' e mi porta in direzioni indesiderate; li cerco quando a volte non mi riconosco; li cerco  anche solo con il pensiero o inforcando gli occhiali per legger meglio i loro sorrisi nelle foto.  E dai diari saltano fuori mille ricordi, immagini, pensieri e i surreali bigliettini di Renato, mio inseparabile compagno di banco... e il tutto mi accarezza il cuore, mi rasserena, mi dona nuova forza.


I bigliettini di Renato mi arrivano ancora oggi, non più furtivamente infilati tra le pagine dei quaderni, ma via mail quasi quotidianamente. Arrivano a me e in invio multiplo a Lucianna e Stefania e come un sottile filo ci tengono ancora saldamente uniti, dal Salento al Trentino, passando per le  Marche; arrivano anche solo per dirci "ciao", ma arrivano... e sono gioia pura! 

spremuto da Rudiae· alle ore 21:41; permalink · commenti (49)

mercoledì, 13 febbraio 2008, 18:07

Bisognerà pure ammettere che il Bacio non è poi 'sta gran bontà! Niente a che vedere con la trabocchevole dolcezza della Nutella del Ferrero Rocher, con la fragranza della sua cialda, con il gusto della granella di nocciola che lo riveste; lontano mille miglia dalla carica di un Pocket Coffee, dalla goduria profusa dallo zucchero semolato che fodera la parete interna del cioccolatino ripieno di caffè; nemmeno paragonabile alla irresistibile scioglievolezza di un  Lindor o alla inebriante croccantezza di un semplice Kinder cereali.


 Il Bacio è senza ombra di dubbio il meno lussurioso dei cioccolatini in commercio, il  meno adatto alla sacralità della festa degli innamorati. Se non fosse per i distillati amorosi che dispensa con i suoi bigliettini, sarebbe caduto in disgrazia da un bel po'.


Mi chiedo: conviene ingurgitare un centinaio di calorie così poco gustose per poter leggere questa perla?


"Baciamoci, Aminta mia, io bacio, se tu baci: bacia che bacio anch'io." (Cavalier Marino)


oppure questa:


"Bisogna scegliere tra amare le donne e conoscerle: non c'è via di mezzo". (Chamfort)


fino ad arrivare a:


"Cos'è un bacio? Nulla. Cosa può essere? Tutto." (Anonimo)


e magari concludere con:


"Il tuo amore è x me come le stelle del mattino e della sera, tramonta dopo il sole e prima del sole risorge." (V.Goethe)


(...no, quattro è brutto numero, ne scarto un altro):


"Io capisco i tuoi baci, e tu i miei?" (Shakespeare, EnricoIV).


Si potrebbe, per ovviare al sacrificio del palato, scartare-leggere-ricomporre il tutto abilmente e... mangiarsi una fetta di pane con la Nutella perché, se dei Baci si può farne a meno, ai bigliettini dei Baci non si resiste: il sentirsi destinatari di una frase scelta tra mille conserva un fascino tutto particolare. E poi, seppur stucchevoli, quelle frasi sono  sicuramente meglio di altre pillole di saggezza, tipo quelle dispensate dai nostri politici negli ultimi giorni che, in preda a crisi di originalità, rubacchiano slogan chi dall'America chi dalla Bibbia ( è un pullulare di "Yes, we can" e di "Italia alzati e cammina")


Meglio anche delle informazioni stampate sulle bustine dei Lines Seta Idea Ultra con Ali: "Lo sai che durante il ciclo mestruale è consigliabile indossare indumenti comodi e traspiranti? Lo sai che durante il ciclo mestruale puoi fare tranquillamente il bagno in mare? Lo sai che è un bisogno molto comune desiderare un dolcetto nel periodo mestruale?"  


...caro signor Lines, LO SAI che ho pagato una fortuna un pacco di assorbenti ( vabbé che son di "seta" e hanno le ali) solo perché c'erano inclusi, sigillati uno ad uno proprio come i Baci Perugina, i consigli di un "esperto"? LO SAI che una cavolo di bustina di plastica ha la presunzione di dirmi come mi sento in quei giorni lì?


spremuto da Rudiae· alle ore 18:07; permalink · commenti (58)

mercoledì, 06 febbraio 2008, 09:50


Infondo io Mastella lo capisco: come si fa ad essere coerenti in un mondo in continua evoluzione?


Da bambina, quando frequentavo le elementari, mi piaceva moltissimo la matematica: risolvevo i problemi (quelli della mamma che va al mercato e compra due mele gialle e quattro rosse, con due ci fa una torta, una e mezza se la mangia invece il nonno; quanti torsoli finiscono nella spazzatura?) con una tale abilità da lasciar ogni volta allibita la mia maestra. Anche la geometria mi appassionava: ci sguazzavo tra teoremi, aree, perimetri; Pitagora era per me un  guru... insomma: il mio quaderno a quadretti  era  ricco di ottimi voti. Poi alle medie la matematica si tramutò in algebra e cominciai ad appassionarmi ad altre materie.


All'asilo avevo un fidanzatino, ovviamente il più bello della classe: biondo boccoluto, occhi verdi e mortalmente noioso. A tre anni il mio ideale d'uomo era quello, pari pari il principe azzurro;  finché arrivò, da chissà dove, un nuovo compagno: capelli nero corvino, occhi scuri immensi,  un sorriso da far accapponare la pelle e vitalità da scompigliare l'intero asilo, suore comprese. A tre anni e mezzo il mio ideale di uomo era già un altro: una via di mezzo tra Rambo e George Clooney. Oggi fuggirei con Franco Battiato.


A diciannove anni ho votato per la prima volta, parlamento europeo mi pare: votai a sinistra per "protesta";  da lì a poco successe di tutto: cadde il muro, mani pulite, Craxi in Africa, cooperative rosse, etc etc. Mi turai il naso e la volta successiva mi espressi in cabina elettorale  in maniera un po' più moderata. Oggi so per certo che non entrerò più in nessuna cabina a meno che dentro non ci siano palette, secchielli, pinne e salvagente.


Fin da piccolissima ero una appassionata di calcio (una delle tante malattie ereditate dalla parentela). La Juventus era la  squadra del cuore. I tempi d'oro, quelli di Platini con la maglia numero 10, li ho vissuti e goduti nel pieno della mia incosciente adolescenza. Poi arrivò Moggi... e ora non riesco a guardare una partita senza accusare una certa nausea. Oggi mi piace seguire i tornei di bocce. 


Pochi esempi di clamorosa incoerenza, e altri ancora potrei farne (ho cambiato gusti alimentari, colore dei capelli, mi sono adattata alle mode) per confidare il mio modo d'essere. Nel mezzo del cammin di mia vita, confesso,  io ce l'ho messo l'impegno per essere una personcina costante, ho disperatamente cercato il mio "centro di gravità permanente", ma come si fa ad essere insensibili alle continue metamorfosi delle cose? Quando poi mi sento particolarmente  banderuola, sfodero una perla di Oscar Wilde, mi dico che "solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione" e me ne faccio una ragione!


(Sono forse troppo "clemente" con me stessa?)




 

spremuto da Rudiae· alle ore 09:50; permalink · commenti (91)

Utente: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

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...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
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Se sbircio oltre i cespugli, mi accorgo che...
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