Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
videando
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
venerdì, 25 gennaio 2008, 18:31

 





 Mi frullano in testa alcune parole: chiave,  carezza, violoncello, impossibilità, dono. Mi frulla in testa una situazione da raccontare. Mi barrico però dietro una sorta di accidia lessicale frutto di  egoismo sentimentale, di negligente condivisione... e non dico. Godo dell'esclusività del mio sentire e paradossalmente ne scrivo. 


Ho  letto chissà dove: "Sto sognando? È probabile… ma che mi lascino almeno sognare, non costa nulla e non mi vede nessuno". Dimensioni alternative, parallelismi, compartimenti stagni dove rifugiarsi almeno con il pensiero e vivere ciò che nega un ingeneroso quotidiano.


Quelle parole continuano a mescolarsi,  bussano alle pareti del mio cranio, esigono  forma, pretendono di esser sostenute da verbi e aggettivi, chiedono di adagiarsi in frasi di senso compiuto fino a prender vita in un racconto. Non capiscono che non oso accontentarle.


Nell'impossibilità, farò loro una carezza cullandole al soave suono di un violoncello: hanno la chiave dei miei pensieri e prima o poi me ne faranno dono.

spremuto da Rudiae· alle ore 18:31; permalink · commenti (111)

lunedì, 21 gennaio 2008, 10:12




...tra santi e fate turchine



È Carnevale da qualche giorno, precisamente dal 17 gennaio data in cui  tradizionalmente inizia il periodo più "allegro" dell'anno e giorno che il calendario dedica a Sant'Antonio Abate (santo dai tanti carismi, che c'ha avuto a che fare con fuoco,  animali, monachesimo; per saperne di più cliccate sulla santa icona e wikipedia provvederà a colmare le vostre lacune). Carnevale inizia e finisce nel fuoco o meglio, nella fòcara (e cliccate pure su "focara", senza paura di bruciarvi, per avere idea di cosa si fa nel mio sud pur di far festa!).


"Sarai la più bella della festa" - mi ripeteva mamma mentre mi infilava in testa un parruccone con treccione celesti. - "Sarai la maschera più bella" - e mi gonfiava la veste di raso, pizzo e crinolina. - "Vincerai il premio al veglioncino"... " E chi se ne frega" le avrei urlato in faccia se "chi se ne frega" fosse rientrato nel mio gergo di bimba di tre anni. Manifestavo invece il mio inascoltato disappunto  limitandomi a far scorrere due lacrimoni perfettamente paralleli alle trecce celesti e a sbattere la bacchetta magica nella speranza che funzionasse ("E CHE CAVOLO! *che nel gergo di bimba era "accipicchia"*, alla Fata Turchina di Pinocchio riesce sempre la magia, perché a me no?")


Quest'anno avremo un carnevale corto-corto. Striminzito, infeltrito, concentrato in pochissimi giorni, va vissuto in fretta perché volerà via e, arrivederci e grazie, sarà già quaresima. Svelti, tiriamo fuori dai nostri bauli  abiti colorati, parrucche, coriandoli e... maschere. Oggi indosserò la maschera dello STUPORE: simulerò sbigottimento davanti alle notizie del tg ("ma come? I politici raccomandano i primari? Chi l'avrebbe mai detto? La spazzatura è un affare di mafia? Ma dai? etc. etc"). Domani sarà la volta della FACCIATOSTA e na approfitterò per chiamare mamma e dirle che quel vestito da Fata Turchina mi faceva schifo e volevo il vestito da cow boy di mio fratello per poter scorazzare comodamente invece di starmene ingessata in crinolina. E giacché chiederò a mamma di spedirmi la mia bacchetta magica; chissà se dopo quasi 35 anni finalmente avrà deciso si funzionare! A cosa vorrò essere dopodomani ci pensererò. Il mio baule è stracolmo di facce da indossare: venite  a servirvi, rimestate, cercate e prendete pure, ma fate in svelta che il tempo stringe.

spremuto da Rudiae· alle ore 10:12; permalink · commenti (66)

martedì, 08 gennaio 2008, 16:18

 In bilico







Entro in chiesa per l'Epifania, festa comandata. La chiesa del mio paesello è decisamente grande per le esigenze della frazioncina di 150 anime e tradisce le originarie e più riguardevoli dimensioni del borgo. Sbircio velocemente intorno attraversando la navata di destra per recarmi al banco  "di sempre"; è tutto a posto: le colonne, le tele, gli affreschi, gli altari barocchi, San Giovanni... Antonietta sfoglia il libricino del rosario, 'u Totu te la 'Cchina  trascina i suoi novanta'anni su due stampelle in cerca di un posto e Dante intona gli accordi sulla tastiera della pianola.


Ho memoria di Dante e la sua tastiera fin da quando ero bambina. Lo considero un elemento strutturale della mia chiesetta, almeno quanto le colonne. Suona, canta con voce tenorile e credo abbia più di ottant'anni da sempre, un po' come il personaggio senza età di una fiaba. Accompagna le funzioni con accordi armonici cercati a memoria tra tasti bianchi e neri usando solo tre dita per mano.


 Dal mio banco riesco a spiare i suoi movimenti. Pollici, indici e medi saltano da un fa a un si bemolle con la sapienza dell'esperienza mentre gli anulari e i mignoli scompaiono; falangi, falangine e falangette che si chiudono ad anello fino a sparire.


 Mi scosto e riesco ad intravedere lo "spartito": strani segni che non sono note, crocette, pallini e cerchietti compongono un linguaggio musicale tutto personale. Mi scosto ancora un po' nel tentativo di capirne di più, ma proprio non riesco ad entrare nella logica di quei segni che per me diventano magia. Mi scosto e mi ritrovo sull'orlo del banco in bilico tra la possibilità di recuperare il giusto spazio per le mie terga e la figuraccia di finire per terra... in bilico senza possibilità di equilibrio, come un uovo.







(Proprio l'altra sera al Caffé Leopardi sorseggiando una cioccolata calda mi perdevo tra le tele  di  Daniele Minosi, novello Caravaggio che dipinge la luce con maestria, e mi  interrogavo sull'equilibrio delle uova).


Chiudo qui, lasciandovi il dubbio sulle mie capicità funamboliche...


Chiudo e vado a stendere una pomata sulle chiappe, che sebben "pandorate" (leggi: "cicciotte" a causa di uso smodato di dolci natalizi) han risentito dell'urto. Hops! Ho svelato l'arcano.


 

spremuto da Rudiae· alle ore 16:18; permalink · commenti (70)

Blogger: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

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...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
Luoghi, Situazioni, Cose dell'Anima
lu rùscio te lu mare
Maldive? No, Salento!
Se sbircio oltre i cespugli, mi accorgo che...
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