Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
videando
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
martedì, 25 settembre 2007, 18:01

FORZA...





...che non vuol essere un'esortazione, ma  semplicemente ciò che mi trasmettono le immagini della protesta dei monaci buddisti contro il regime dell'ex Birmania oggi Myanmar: FORZA.




Mi vergogno: non so nulla (o pochissimo) di loro, della loro storia ho leggiucchiato, della loro religione anche e mi sento inadeguata anche solo nello scrivere queste due righe. Voglio però ringraziarli per la lezione che in questi giorni danno al mondo intero... e soprattutto a me che egoisticamente penso a leccare le mie ferite!


 

spremuto da Rudiae· alle ore 18:01; permalink · commenti (78)

lunedì, 17 settembre 2007, 10:32

 


Càpita...


La pausa


Sempre quegli strani percorsi:


cercavo un'immagine su internet che rendesse il senso della "pausa" e mi sono imbattuta in quest'opera di Luciano Ventrone intitolata appunto PAUSA.


DEVO assentarmi per un po' (causa forza maggiore... si dice così?).


Lascio la mia Corte in balìa di se stessa e di quanti vorranno frequentarla... ma solo per un po', quindi bando a occupazioni e autogestioni varie.


Abbiatene cura....


A presto!

spremuto da Rudiae· alle ore 10:32; permalink · commenti (73)

venerdì, 14 settembre 2007, 09:17

CATENA



Non amo particolarmente le catene. Addirittura anche solo guardarle mi dà un senso di claustrofobia. Sono l'emblema della mancanza di libertà, delle scelte imposte, del dominio.


Altra cosa sono le catene di Sant'Antonio: le interrompo sempre a rischio di beccarmi tutte le maledizioni possibili.


Quella in cui mi ha simpaticamente intrappolata l'amica Otrantodiversa è un giochino per blogger che ha il semplice pretesto di coinvolgerci un po', senza promesse di guarigioni miracolose o arricchimenti improvvisi e senza la minaccia di catastrofi immenenti qualora dovesse essere spezzata.


Le regole: parlare di otto fatti a caso che riguardino se stessi in un post dedicato, scegliere altre otto persone da taggare e dire loro che sono taggate (e, ovviamente, ricordarsi di postare le regole!).


Intanto passo la palla a:


Sherazade, Aglaja, Avantè, RomanticaPerla, Joncur, krishel, Marco, Sulpicia. (ovviamente senza imposizione alcuna!...)


infine ecco i miei noiosissimi otto fatti personali:




→la notte non riesco ad addormentarmi se le ante dell'armadio non sono perfettamente chiuse;


→ho una passione assoluta per la musica di Franco Battiato e per lui in quanto persona fisica (farei qualsiasi follia per potergli stare vicino);


→sto faticando da matti per compilare questa lista (ed è un fatto anche questo!);


→mi piace il contatto fisico con la terra: camminare scalza nei campi, rotolarmi nei prati, dormire (e non solo) sotto un tetto di stelle...;


→ho letto Il Codice da Vinci in due pomeriggi d'estate e me ne sono pentita per tutti i pomeriggi seguenti (me ne pentirò anche questo pomeriggio);


→il mio primo voto alle elezioni politiche l'ho dato a D'Alema (all'epoca vivevo nel suo colleggio elettorale)...successivamente (per motivi di spostamenti logistici) mi capitò di votare Casini... e questi sono tra i più grandi errori di gioventù!


→canto come contralto in un coro polifonico: l'altra sera durante le prove il maestro mi ha chiesto di cantare con più fedeltà rispetto alle mie fattezze (che avrà voluto dire?);


ho un cassetto pieno di sogni, ma ho sempre difettato in ambizione e forza di volontà..ho paura che quel cassetto prima o poi esploderà!




FATTO! E' stata più dura di quanto credessi... (infatti questo post potrebbe autodistruggersi entro i prossimi 5 minuti!)



spremuto da Rudiae· alle ore 09:17; permalink · commenti (81)

lunedì, 10 settembre 2007, 17:05

EMPATIA


Strani percorsi di un lunedì di settembre mi han portata a soffermarmi e ad approfondire il significato di  "empatia" e "ascolto empatico".


...e mi sono imbattuta in questo losco individuo.



 Si vede lontano un miglio che trattasi di  psichiatra e filosofo esistenzialista perdipiù tedesco (la fisiognomica è per me una scienza esatta!).


In breve: oggi l'ho incontrato, l'ho ammirato e mi son fatta accompagnare per  sentieri tortuosi alla fine dei quali è stato inevitabile chiedermi quante volte  sono riuscita a stabilire una relazione empatica. La predisposizione all'ascolto è cosa seria, immedesimarci con i disagi altrui (anche gli altrui più vicini a noi) richiede impegno,  volontà, tempo e una buona dose di altruismo e generosità. Il dott. Jasper lo faceva per lavoro, noi dovremmo farlo semplicemente per capirci e per limare le asperità che si creano nei rapporti interpersonali a causa di "non-ascolto".


Infine (così giusto perché non riesco a fossilizzarmi su un unico pensiero ma divago a trecentosessanta gradi)  mi chiedevo se si possono stabilire contatti empatici in questo mondo parallelo che è il pianeta blog, dove spesso si incontrano pagine di "richieste di ascolto", in questa realtà tutta nuova che il dott. Jasper probabilmente avrebbe analizzato voracemente (mi immagino noi bloggers-cavie sul lettino del dottore a raccontare di come e perché)...mi chiedevo, ma non mi son data una risposta; ho filosofeggiato troppo per oggi e i miei neuroni urlano vendetta!






spremuto da Rudiae· alle ore 17:05; permalink · commenti (94)

giovedì, 06 settembre 2007, 10:28

Questo passa il convento


Cambiano le latitudini in questo nostro magnifico italico suolo e si stravolge tutto: paesaggio, clima, territorio, usi, costumi e CIBO!


Quasi finite ormai le scorte di cibo fresco pugliese bisogna riadeguare il palato ai sapori marchigiani, marchigiani dell'estremo nord ovest delle Marche, di quel territorio dove l'Appennino è già monte di una certa importanza e non c'è terra decentemente coltivabile nel raggio di un centinaio di chilometri.  Chè poi qui la terra ha uno strano colore, più simile al fango direi e non c'è traccia di orti o vigneti...


Questa terra però nasconde un tesoro prezioso


Et voilà: mister Tartufo Bianco di Acqualagna






pregiatissimo e costosissimo figlio di questa terra.


Roba per intenditori, per palati fini!


Come descrivere il gusto a chi non ha mai avuto il privilegio (???!!!) di assaggiare una scaglia di tarfufo bianco? Ci vorrebbe tutta la maestria di uno scrittore provetto per poter rendere l'idea: io vi dico semplicemente che questa prelibatezza sa di GAS, o meglio, sa di "gas sprigionato da uno spicchio d'aglio tenuto chiuso sotto vuoto per un mesetto..."


L'anno scorso in occasione dell'inaugurazione della fiera che tutti gli anni si tiene ad Acqualagna, ho assaggiato il tartufo su un'insalata di arance siciliane: una "sciccheria"! Il mio amico Jesoi m'ha confessato di averlo consumato addirittura sui frutti di mare (il massimo del sacrilegio!)


Esaurite quindi le scorte di ortaggi dell'orto di papà  mi tocca  ripiegare sui prodotti di questo territorio e, anche se un po' controvoglia, mangiare questa minestra, ché questo passa il convento!


postilla (lo scrivo piccolo così si nota meno e così non vengo tacciata di "fanatismo salentino"):da fonti più che attendibili ho scoperto che ad Acqualagna, durante il periodo della fiera, per far fronte alla grande richiesta di tartufo sono costretti ad importarne notevoli quantità da "altrove". E udite udite qual è uno dei tanti altrove: Corigliano d'Otranto alias ridente paesino del Salento...




...uhmm, quant'è buono il tartufo!



 

spremuto da Rudiae· alle ore 10:28; permalink · commenti (82)

domenica, 02 settembre 2007, 11:29
Di partenze e di vernacolo






Sono partita, in direzione nord stavolta, la direzione del rientro dalle vacanze, la direzione dell'abbandono della mia terra. Contenti vero? Così la smetterò di raccontare di Salento, di mare cristallino, di cucina sublime, di pizzica, di cene con i parenti...




Son partita da tre giorni ormai, tre giorni eterni in cui non ho fatto altro che disfare le valigie e sistemare casa (la mia casa ha la strana propensione a sporcarsi da chiusa: quando mi assento per una mesata la polvere e le ragnatele diventano padroni indiscussi e al rientro mi tocca far capire loro chi comanda a suon di ramazza e mocio).




Ora che mi sento di nuovo la regina del mio territorio, tra i mobili che profumano di Pronto e i pavimenti che emanano dolci note di mughetto, ora che l'abbronzatura comincia  a sgretolarsi con la mia pelle, ora che  già un temporale con grandinata ha rimesso ordine in un'estate che volgeva al termine con ancora 40°...  ora è l'ora di far i conti con Settembre che da sempre è tempo di buoni propositi.



Primo in ordine di necessità: la dieta, ma la comincerò quando avrò esaurito le scorte di cibo che mi son portata appresso (mozzarelle, ricotta, pane, pasticciotti, friselle, taralli,  sott'olii vari...).




Secondo: controlli medici vari (ci vuole una messa a punto da cima a fondo... si comincia da domani).




Terzo: ultimare le letture cominciate e tuffarmi anima e corpo alla scoperta della poesia di un autore magliese secondo me un po' trascurato.



Ho estorto a mio zio Giovanni due libri:



"Oppressione e resistenza nei proverbi li lavoro salentini"



e


"Cronache e Paràbbule"



entrambi di Nicola G. De Donno.




Il Prof. Nicola De Donno era il preside della mia scuola. Un uomo di profonda cultura e un esempio di integrità e semplicità. Un burbero in apparenza, ma solo perché il ruolo lo richiedeva.  Una di quelle figure che nella vita  ti sfiorano e di cui percepisci la grandezza da subito, ma che scopri in profondità solo dopo, nel tempo, proprio quando il tempo sublima la loro esistenza.




Ecco, voglio dedicarmi a lui in questo settembre; un modo modestissimo per ringraziarlo per ciò che ci ha lasciato e per approfondire la conoscenza della cultura del mio paese.




Per la dieta c'è tempo... (E poi perché? Le due cose non son mica incompatibili...! Peccato, non ho scuse...!)





*grazie di cuore a zio Giovanni, amico e collega dell'autore in questione, che ha avuto il "coraggio" di prestarmi la copia autografata del libro di poesie da cui è tratto ciò che segue (la scelta è stata quasi obbligata: Morigino è il mio paesello!)



SAN GIUVANNI DE MURÌCINU



Lu ventiquattru ggiugnu tutti l'anni

am paru cu ll'amici, bbelli rummi,

ne scîne coppe coppe a ssan Giuvanni,

pe vvera diuzzione de culummi.




Stu primu fruttu, quantu cchiùi ne ncummi,

poi durmire tranquillu, nu nc'è ddanni:

màssimu do' ttre ure, e poi lu scrummi,

e tutt'al più te càriane li sanni.






Murìcinu: ttre case e nnu lampiune,

e ccu nnu san Giuvanni esaggeratu,

nutu, cu dda lanata de muntune.






Nu Santu cusì ggrande a cquai è mminatu:

ca cce oi sse troa de vera tantazziune

a ccampagna, cce nc'ete de peccatu?




Il ventiquattro giugno tutti gli anni, / insieme con gli amici, bei tomi, / ce ne andavamo lemme lemme a San Giovanni, / per vera devozione dei fioroni. / Questo primo frutto, quanto più te ne accumoli, / puoi dormire tranquillo, non ci sono danni: / massimo due tre ore, e poi lo evacui, / e tutt'al più ti si cariano i denti. Morigino: tre case e un lampione, / e con un San Giovanni esagerato, / nudo, con quella lanata di montone. / Un Santo così grande qui è sprecato: / perché che vuoi che si trovi di vera tentazione / in campagna, quanto c'è di peccato?

spremuto da Rudiae· alle ore 11:29; permalink · commenti (65)

Blogger: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

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...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
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Se sbircio oltre i cespugli, mi accorgo che...
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