Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
videando
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
venerdì, 24 agosto 2007, 16:58

 



"Tu non conosci il Sud, le case di calce
da cui uscivamo al sole come numeri
dalla faccia d'un dado."

[Vittorio Bodini]






Con questo tamburello rosa, con questi bambini d'altri tempi, con questi versi di Bodini, voglio prepararmi alla "Notte della Taranta" e al suo vero significato.


Voglio ancora immergermi nel mio sud (ah se Bodini potesse respirarlo ancora! Finalmente così diverso dal suo, finalmente vivo come forse l'avrebbe voluto)



Ballati tutti quanti ballati forte

Ca la taranta è viva,

ca la taranta è viva,

ca la taranta è viva e nun è morta

spremuto da Rudiae· alle ore 16:58; permalink · commenti (56)

giovedì, 16 agosto 2007, 19:44

AMORE




Oggi mi sento ispirata e mi va di parlare di AMORE. Scorro veloce l'elenco dei tags e mi accorgo di non averne mai parlato. Non starò a tediarvi in questa seconda calda metà di agosto dissertando sui profondi significati del sentimento, sugli innamoramenti, su romanticismi vari. Vi dirò invece di quanto AMORE ho respirato in un posto incantato.







Un paese che si chiama Cocumola


 è


 come avere le mani sporche di farina




 e un portoncino verde color limone. 




 Uomini con camicie silenziose fanno un nodo al fazzoletto




 per ricordarsi del cuore.




 Il tabacco è a secare,




 e la vita cocumola fra le pentole




 dove donne pennute assaggiano il brodo.







La poesia è di Vittorio Bodini, uno dei poeti salentini più conosciuti e di cui probabilmente parlerò in altre occasioni. Sono versi  che accennano  a Cocumola, piccolissimo paese del Salento.




A Cocumola c'è una deliziosa piazzetta, dove si affaccia l'antico palazzo dei signori d'un tempo e che vede ergersi al centro una colonna con in cima la statua di San Nicola, probabilmente il Santo Patrono. Cocumola è vicinissima al mare (quello bello!) e nasconde tra i suoi pochi vicoli quel  posto incantato dove ho respirato amore.




"Bar Gelateria Nicola & Rita"; ci vai perché ti han detto che lì puoi gustare il gelato più buono della provincia, ci vai aspettandoti un mega bancone di gelateria stra-assortito e spumeggiante, ci vai e... t'accorgi subito di essere fuori dal mondo (che è un po' l'impressione che hai attraversando la piazza di Cocumola...).




Il locale del bar gelateria è ricavato da una vecchia costruzione salentina (quelle tipiche con le volte a stella); è in perfetto stile "boh!?". Elementi di arredo rosa-celeste, piante finte che spuntano un po' dappertutto, nella saletta degustazione un poster gigante raffigurante un paesaggio bucolico, qua e là foto dei posti di mare più vicini, tra la saletta e il bar un acquario di medie dimensioni ospita strani pesciolini. Nella zona bar il faccione di Ronaldo incorniciato sorride dall'alto e poco più in basso una maglia dell'Inter autografata da "non so chi" anch'essa incorniciata. Su un'altra parete un altro faccione incorniciato: è un uomo non giovanissimo in giacca e cravatta che abbozza un sorriso un po' rassegnato. Colpisce tra tutta questa accozzaglia di elementi un po' kitsch la cura, la pulizia, la freschezza.




Dopo una veloce analisi del posto (sufficiente a farti capire che il faccione incorniciato e incravattato è quello del titolare, il signor Nicola, e che se è lì... probabilmente non è più tra noi) ti avvicini al banco dei gelati e se sei fortunato incontri la signora Rita che, con il suo accento milanese-salentino ti accoglie tra le sue delizie. Spaletta tra le vaschette metalliche, tra i vari gusti trattandoli come creature di cui andar fieri, e per un euro e 30 centesimi ti riempie un cono di delizia!




Capisci dalle sue parole che è una settentrionale trapiantata nel profondo sud per amore; e quel sentimento è tangibile in ogni angolo di quel posto... e quel sentimento lo assapori leccando un gelato che sa di amore.

spremuto da Rudiae· alle ore 19:44; permalink · commenti (37)

lunedì, 13 agosto 2007, 18:37

 LA SALSA









Non può passare l'estate senza aver fatto la SALSA! Forse per i più questo nome evoca un ballo latino-americano, per me significa da sempre: LEVATACCIA MATTUTINA per raggiungere la casa in campagna e procedere a:


1.selezionare i pomodori raccolti qualche giorno prima;


2. lavarli quattro volte in enormi vasche;




3. metterli a bollire in enormi pentole;


4. passarli in un enorme passapomodori elettrico;


 5. raccogliere la passata in un enorme LIMBO (e anche questo è un nome che ricorda balli esotici, ma qui in Salento identifica un grande contenitore di terracotta smaltata);


6. riempire  numerosissime bottiglie precedentemente lavate;


7. tapparle accuratamente;


8. metterle a bollire in un enorme contenitore metallico posto su un enorme fornellone;


9. aspettare il giorno dopo per estrarle, contarle... e dichiarare spudoratamente il falso dicendo alla vicina di aver fatto più di duecento litri di salsa (tendendo ad arrotondare per eccesso!).





Negli anni si sono affinate tecniche, sperimentate tipologie di cottura alternativa, bollitura doppia, salsa "ammantata"; il ridimensionamento familiare ha anche portato a dimezzare le provviste (i figli sposati prendono un po' di qua e un po' di là).




Oggi ricordo con nostalgia quelle levatacce che erano una festa di famiglia,  quella voglia di far presto per poi andare al mare, il profumo del pomodoro appena bollito e spalmato su una fetta di pane di grano duro e le docce all'aperto per togliersi di dosso il seme del pomodoro schizzato e attacato sulla pelle...


e gli stessi  ricordi riaffiorano  ogni volta che in inverno stappo una bottiglia di salsa della mamma!


 

spremuto da Rudiae· alle ore 18:37; permalink · commenti (15)

lunedì, 06 agosto 2007, 14:55

STRANI GIORNI



Strano clima quest'anno, ce lo ripetiamo ormai da un po'. Inverno mite, temperature africane già da giugno, inizio agosto invece da giacchetta: la tramontana crea mareggiate un po' ovunque ed è consigliabile evitare la spiaggia. Che fare allora di queste vacanze italian-agostiane? SEMPLICE: sdraiarsi comunque (magari al riparo) e cimentarsi nella soluzione dell'intera Settimana Enigmistica, perché il cervello non può essere abbandonato a se stesso, perché i nostri neuroni non vanno in vacanza ed esigono allenamento!


Ogni appassionato del periodico in questione ha una sua personale classifica di preferenza riguardo ai giochi proposti. Appena comprata la rivista in genere la si annusa, pregustando la lettura delle soluzioni dei giochi della scorsa settimana ( "Cavolo, era facile! Come ho fatto a non arrivarci da me?!" in genere si esclama)  e subito dopo si vanno ad affrontare i nuovi enigmi in ordine di preferenza.


Personalmente parto dalle ultime pagine, i rebus di pag.45 sono la mia passione: quasi sempre "impossili". Passo poi alla Pagina della Sfinge, leggo qua e là qualche barzelletta, mi arrovello con le Cornici Concentriche e il Sudoku e infine mi "tuffo" con tutti i miei neuroni nel classico Bartezzaghi.


Intanto fuori la tramontana soffia come fosse ottobre e io sono bloccata su un rebus assurdo: la sfida tra me e questo disegno  si annuncia durissima; ho tempo fino a sabato (ce la posso fare), ho tempo fino alla Settimana Enigmistica n.3933 che all'ultima pagina mi regalerà la soluzione.


 

spremuto da Rudiae· alle ore 14:55; permalink · commenti (44)

giovedì, 02 agosto 2007, 14:17

ECCELLENZA







Una delle prime (e ultime) cose che ho imparato a strimpellare sul pianoforte... come tutti gli aspiranti pianisti...


Per Elisa è una sonata semplice... una delle bagatelle composte dal supremo Beethoven.


Oggi ascoltavo per caso musica classica in un breve tragitto in auto. Prima Beethoven e poi Strauss... guidavo e immaginavo la bellezza della tastiera del pianoforte... la bellezza e la sua magia fatta di toni e mezzi toni che si inseguono! La perfezione fisica di  quel bianco e nero... legni collegati a corde battute da martelletti al tocco di dita (magari!) sapienti.


 Poi i ricordi si sono ancora una volta intrecciati,  ingarbugliati e mi han catapultata in dietro nel tempo,  ad un concerto per solo violoncello di un paio d'anni fa. Concerto eseguito da un violoncellista tedesco di eccezionale bravura.


Le corde del violoncello vibravano e toccavano il cuore... i battiti seguivano il ritmo della musica. L'interprete riusciva a catturare l'auditorio e a portarlo con sè... ovunque volesse. Una sorta di ipnosi (non so se collettiva)... e lì ho capito la differenza tra un eccellente musicista e un "suonatore" di pianobar. 






 

spremuto da Rudiae· alle ore 14:17; permalink · commenti (16)

Blogger: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
Luoghi, Situazioni, Cose dell'Anima
lu rùscio te lu mare
Maldive? No, Salento!
Se sbircio oltre i cespugli, mi accorgo che...
online
Online Casinos

Heracleum blog & web tools