AMORE
Oggi mi sento ispirata e mi va di parlare di AMORE. Scorro veloce l'elenco dei tags e mi accorgo di non averne mai parlato. Non starò a tediarvi in questa seconda calda metà di agosto dissertando sui profondi significati del sentimento, sugli innamoramenti, su romanticismi vari. Vi dirò invece di quanto AMORE ho respirato in un posto incantato.
Un paese che si chiama Cocumola
è
come avere le mani sporche di farina
e un portoncino verde color limone.
Uomini con camicie silenziose fanno un nodo al fazzoletto
per ricordarsi del cuore.
Il tabacco è a secare,
e la vita cocumola fra le pentole
dove donne pennute assaggiano il brodo.
La poesia è di Vittorio Bodini, uno dei poeti salentini più conosciuti e di cui probabilmente parlerò in altre occasioni. Sono versi che accennano a Cocumola, piccolissimo paese del Salento.
A Cocumola c'è una deliziosa piazzetta, dove si affaccia l'antico palazzo dei signori d'un tempo e che vede ergersi al centro una colonna con in cima la statua di San Nicola, probabilmente il Santo Patrono. Cocumola è vicinissima al mare (quello bello!) e nasconde tra i suoi pochi vicoli quel posto incantato dove ho respirato amore.
"Bar Gelateria Nicola & Rita"; ci vai perché ti han detto che lì puoi gustare il gelato più buono della provincia, ci vai aspettandoti un mega bancone di gelateria stra-assortito e spumeggiante, ci vai e... t'accorgi subito di essere fuori dal mondo (che è un po' l'impressione che hai attraversando la piazza di Cocumola...).
Il locale del bar gelateria è ricavato da una vecchia costruzione salentina (quelle tipiche con le volte a stella); è in perfetto stile "boh!?". Elementi di arredo rosa-celeste, piante finte che spuntano un po' dappertutto, nella saletta degustazione un poster gigante raffigurante un paesaggio bucolico, qua e là foto dei posti di mare più vicini, tra la saletta e il bar un acquario di medie dimensioni ospita strani pesciolini. Nella zona bar il faccione di Ronaldo incorniciato sorride dall'alto e poco più in basso una maglia dell'Inter autografata da "non so chi" anch'essa incorniciata. Su un'altra parete un altro faccione incorniciato: è un uomo non giovanissimo in giacca e cravatta che abbozza un sorriso un po' rassegnato. Colpisce tra tutta questa accozzaglia di elementi un po' kitsch la cura, la pulizia, la freschezza.
Dopo una veloce analisi del posto (sufficiente a farti capire che il faccione incorniciato e incravattato è quello del titolare, il signor Nicola, e che se è lì... probabilmente non è più tra noi) ti avvicini al banco dei gelati e se sei fortunato incontri la signora Rita che, con il suo accento milanese-salentino ti accoglie tra le sue delizie. Spaletta tra le vaschette metalliche, tra i vari gusti trattandoli come creature di cui andar fieri, e per un euro e 30 centesimi ti riempie un cono di delizia!
Capisci dalle sue parole che è una settentrionale trapiantata nel profondo sud per amore; e quel sentimento è tangibile in ogni angolo di quel posto... e quel sentimento lo assapori leccando un gelato che sa di amore.