Devozioni e tradizioni tutte meridionali...
Ieri 24 giugno ricorreva la festa di San Giovanni Battista, il santo patrono del mio paesello...

Chi non ha frequentato il sud, probabilmente non conosce le modalità dei festeggiamenti dei Patroni: tra i preparativi spiritual-religiosi (tridui, novene, ritiri, pellegrinaggi,...) e quelli tecnico-profani ("parazione" alias luminaria, banda, complessino, fuochi d'artificio, mercatini, luna park...), i preposti comitati "festa patronale" impiegano un anno esatto nell'organizzazione e spendono un pozzo di soldi.
Pur non condividendo molti degli aspetti sopraelencati, la festa del mio paese mi manca e non poco...
(...i preparativi, i mega pranzi in famiglia, le piazze che si riempiono... e poi quella sottile devozione di chi, come me, ci crede ma non troppo... e che comunque si sente un po' protetta da San Giovanni... [se non altro perché mamma l'avrà stordito a forza di raccomandazioni...])
...ma questa festa nulla ha a che vedere con la MEGA-SUPER-STRA-FESTA di San Pietro e Paolo patroni della vicina Galatina....
La devozione a San Paolo era ed è vivissima in tutto il Salento... è il protettore dei TARANTATI...
Uomini e donne (la stragrande maggioranza erano donne) che venivano morsi dalla taranta (il ragno che si nasconde negli anfratti, nelle fratture della terra, tra le pietre dei muretti a secco e della pajare), venivano accompagnati in pellegrinaggio presso la cappella di San Paolo a Galatina dove bevevano le acque "miracolose" di un pozzo e dove impazzava la musica terapeutica... la "pizzica tarantata"!

Il prossimo 29 giugno a Galatina non ci saranno le tarantate (sono sparite da decenni con l'avvento dei media e della conseguente pubblicità che si era creata intorno)... ci saranno però luminarie coloratissime, fuochi d'artificio e soprattutto musica!

Si è scritto e detto molto sulla Pizzica, su ciò che era (fenomeno sociale studiato da fior fiore di etnologi) e su ciò che è diventato (fenomeno folkoristico)... quel che rimane a me (che delle Tarantate ho solo il ricordo di antichi racconti e il sapore di recenti letture) è il potere di questa musica che contamina (nelle piazze d'estate si incontrano turisti-ballerini provenienti da ogni posto d'Italia e anche stranieri... tutti contagiati dal ritmo della pizzica... che è una musica e una danza sensualissima... che può prenderti proprio come il pizzico di una "taranta")...

L’indice preme “play” e partono le note… tamburelli e violini… suoni antichi che si liberano da un moderno lettore, si diffondono e mi entrano nell’anima… comincia un movimento ritmico e incontrollato… dall’anima ad ogni fibra muscolare la propagazione è immediata!
Movimenti liberatori e incantatori con sottofondi di giaculatorie dialettali cantate, con nenie recitate da voci familiari…
(terra rossa lasciati calpestare dai miei piedi scalzi)…
aumenta il volume, i muri di questa stanza si dilatano e mi concedono nuovi orizzonti…
(vecchio ulivo regalami la tua ombra ristoratrice, vento del sud asciuga il mio sudore)…
incalza il ritmo e la danza diventa sensuale, giochi di braccia, capelli sciolti sulle nude spalle arse dal sole…
(roccia scura che degradi sul mare accogli il mio corpo esausto)…
il laser continua la sua moderna lettura ed io sono lontana da qui dove nulla m’appartiene…
(limpida acqua di sorgente bagna le mie vesti, leviga le mie membra)…
ritrovo la mia aria di mare e sole, la mia luce intensa, la mia pietra bianca e tenera, la mia campagna di fieri e contorti ulivi…
(FORTI BRACCIA MODELLATE DAL DURO LAVORO DEI CAMPI ACCOGLIETEMI!)…
in ogni elemento sento viva la storia di chi ha vissuto nei secoli questo lembo estremo di terra, più Africa che Europa…
(SCURE MANI ACCAREZZATEMI, FATE VIBRARE ANCORA IL MIO CORPO AL SUONO DI QUESTA MUSICA CHE MI ACCENDE E MI ANIMA)…
nei cento castelli dei cento paesi l’orgoglio di principi padroni, nelle diroccate torri che i più punti toccano il mare il terrore di invasioni dall’est, negli alti intagliati campanili la barocca maestria di architetti e scalpellini, nei frantoi ipogei e negli ovili delle fortificate masserie i suoni della vita rurale di coloni, pastori e “trappitari”, nelle “pajare” disseminate per le campagne limitate da bassi muri a secco l’umiltà degli ultimi…
(OCCHI GRANDI, NERI, ARABI O OTTOMANI , NORMANNI O MESSAPICI, SCRUTATEMI L’ANIMA, ESALTATEMI COME QUESTA MUSICA CHE MI PERVADE TUTTA, LIBERATEMI DAL GIOGO DELLA PASSIONE CHE SCORRE NELLE MIE VENE)…
nelle primitive grotte segni di primordiale vita testimoniano millenni di passaggi per questo posto, porta d’Oriente, attracco di coraggiosi navigatori, dove innesti di vite e storie sono ancora lì vivi in ogni luogo….
(E ADESSO VEGLIA IL MIO SONNO, DIFENDIMI DALLE FORZE CONTRARIE… SCACCIA VIA IL DEMONE TENTATORE, IL PROFANATORE STRANIERO… AMAMI SUD COME SOLO TU SAI FARE!)…
...e la musica sfuma sull’ultima traccia di un cd… malinconica dopo l’euforia delle danze…e tutto si ricompone: la stanza recupera i suoi stretti confini; fuori dalla finestra il greppo di un monte che accenna il suo clivo proprio qui davanti… e spezza l’orizzonte… e non mi emoziona!!