Giorno dopo giorno

 

 

Han gustato le mie granitiche spremute *loading* amici
Sogno di vivere in un posto così: di svegliarmi all'alba dall'infrangersi delle onde sulle rocce, di raccogliere la mia verdurina nell'orto, e di riaddormentarmi cullata ancora dal mare.
(Grazie a Giufo per la gentile concessione della foto!)
La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
venerdì, 09 maggio 2008, 22:18


Era nell'aria ormai da un po'. Nei vari pronostici, nel toto-ministri che ci ha assillato sin dal primissimo dopo elezioni, nelle speranze dei sui affezionati elettori il nome di Raffaele Fitto rimbalzava tra una Carfagna e un Maroni, tra un  Bossi e un Tremonti...  alla ricerca di un'adeguata collocazione a palazzo Chigi.


L'on. Fitto è mio coetaneo e mio compaesano. Ha la faccia da bravo ragazzo al quale affideresti i  pargoli per una gita al mare: pare proprio  il figlio che tutte le mamme vorrebbero, il genero che ogni suocera sogna, il padre perfetto stile colazione del Mulino Bianco...  eppure ricordo benissimo le ronde che lui con il suo gruppetto facevano per Maglie alla ricerca del "nemico" da picchiare identificato ora nell'avversario politico, ora nel tifoso di una squadra avversaria. Ricordo come se fosse ieri il sangue colare dal naso di mio fratello in seguito ad un pugno assestatogli da uno degli scagnozzi dell'allora diciasettenne democristiano Raffaele Fitto... a causa di una partita di pallavolo!


Dopo i recenti fatti di Verona, dopo questa nomina a ministro, mi son tornati in mente alcuni episodi che qui sono riportati in dettaglio... poi indago, ricerco e scopro che "il tipo" ha le mani in pasta un po' ovunque, Chiesa compresa, che fu indagato dalla Procura di Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti, che anche in ambiente universitario i "baroni" gli garantivano appoggio elettorale. Insomma: un politico vero.


Faccio questi pensieri, proprio oggi che ricorrono i trent'anni dall'omicidio di Aldo Moro, lui sì mio ILLUSTRE CONCITTADINO e lui sì POLITICO VERO. Mi arrovello chiedendomi come mai la storia non ci insegna nulla. Di esempi da seguire rimangono solo targhe sui muri delle piazze e statue celebrative... nomi che gli adolescenti confondono con quelli di cantautori famosi o di p.r. d'assalto (Fabrizio Moro, Lele Mora)


...e a tutta questa tristezza odierna si aggiunge quella per la scomparsa di zio Paolo, unico uomo di sinistra in una famiglia che ancora si proclama democristiana e che, ahimé ha contribuito alla gloria dell'on. Fitto.


Che Dio ci perdoni!

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domenica, 04 maggio 2008, 09:35
I Cugini di Campagna suonavano nel campo sportivo mentre in piazza tra luminarie, bancarelle e banda si consumavano i festeggiamenti per San Nicola patrono.


Mi raccomando: non perderlo!”- con queste parole, in seguito alle mie stupide pretese di bambina, mi fu affidato il biglietto della lotteria della festa . 


Tra uno sbadiglio e l’altro in faccia ai falsetti dei tricodotatissimi-scintillanti-zeppati cantanti, tra il tentativo di far cambiar colore alle odiate scarpe bianche (residuo della prima comunione fresca fresca) strofinandole nel terriccio del campo e quello di fumarmi il biglietto verde della lotteria arrotolato a mo’ di sigaretta, il concerto giunse al suo termine e il biondo cugino di campagna estrasse da una scatola il biglietto vincente: “Il numero fortunato è: serie F n.123. Complimenti!”.


 Fu tra la lenta declamazione del c-e-n-t-o-v-e-n-t-i-t-r-è-  e il “complimenti”, proprio lì in mezzo, incastonato come un diamante prezioso, che uno scappellotto mi fece sputare il biglietto (l’unica roba che abbia mai tentato di fumare!) “T’avevo detto di non perderlo!”... e mentre rispondevo che me lo stavo solo fumando (o almeno facevo finta, giusto per darmi un tono!), vidi il viso di mio padre illuminarsi…


L’amore tra me e il   primo premio della lotteria [una fiammante bici rossa “da uomo” di quelle con la canna di traverso e con la levetta per il cambio delle marce (ok, dei “rapporti”… prima che qualche purista storca il naso, chiamiamo le cose col nome giusto) posizionata sulla “canna” obliqua del telaio] scoccò nel momento in cui mio padre, ancora in estasi per la fortunata vincita, riponeva in un angolo del garage l’ambito premio intimando alla pericolosissima prole: “Guai a chi me la tocca!” (praticamente un invito a nozze!).


Il corteggiamento durò una settimana circa, giusto il tempo di capire come riuscire a tenere l’equilibrio su quel telaio enorme. Pedalavo in punta di alluce, sbilanciandomi pericolosamente ad ogni mezzo giro di corona: quante cadute! Quanta strada percorsa insieme (magari anche solo per andare a trovare Angela, l’amica del cuore che abitava a 200m da casa mia), quanti pomeriggi di calura furtivamente sottratti al sonno per perdermi in circuiti deserti tra infinite distese di ulivi a inseguire lucertole e a sentirmi padrona del mondo; quante corse cronometrando i miglioramenti immaginandomi Moser (il mio mito), quante fughe, fino “all’altro ieri”, tra muri a secco e cave che improvvisamente aprono bianche voragini nella terra rossa… la polvere di tufo fin nelle narici, e il profumo del mare che si fa sempre più intenso e le cicale che in coro stordiscono e battono il ritmo delle pedalate....e poi la musica di altro, nuovi ritmi, muscoli tesi , sudore e cuore che scoppia in petto!


Strint, cranc cranc, snghe, rumoreggia oggi il trentenne ingranaggio artritico della bici rossa, tra i denti della corona che cercano l’incastro nell’arrugginita catena e lentamente mi accompagnano ancora per stradine di campagna che snodandosi disegnano un ingarbugliato reticolato fatto di pensieri e sogni che ritrovo lì ad aspettarmi… li riprenderò e insieme andremo al mare e, abbandonata la bici sulla bianca sabbia, ci riuniremo in un catartico splash!.

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domenica, 20 aprile 2008, 17:28

Me ne sto, piccola piccola seduta sul ripiano di una libreria con le gambe a penzoloni. I piedi incrociati, i calzettoni arrotolati alle caviglie e le ginocchia sbucciate guardo giù incuriosita da chi siede alla scrivania e agita le dita su di una tastiera; intanto ripasso la tabellina del sette. Perché? Boh, così mi va. Il sette è il mio numero preferito... anche l'otto, di più il sette però.


Ho deciso che  sette per otto cinquantasei  non lo dimenticherò mai. Lo decido adesso e così sarà per sempre.


Di sotto c'è il caos. Fogli di appunti, due portapenne ingolfati, occhiali, telecomandi, telefonino, tre libri... uno è più grosso degli altri e attira il mio sguardo: "Scritti Salentini" di Oreste Macrì.


Questo cognome mi suona familiare, ha sapore di casa... beh, ha scritto un libro, sarà famoso. Son piccola, ancora non so.


Sullo schermo di sotto intanto si inseguono scritte. Oreste Macrì poi Garcia Lorca, poesie, Luz Prodigiosa, Ennio Morricone, Dulce Ponte... senti che musica!


I violini portano a spasso il mio cuore (sette per tre ventuno, sette per quattro ventotto...) e le parole in una lingua che non conosco mi impastano i pensieri (sette per cinque trentacinque...)


Nana, niño, nana

del caballo grande

que no quiso el agua.

El agua era negra

dentro de las ramas.

Cuando llega el puente

se detiene e canta.


Quien dirá, mi niño,

lo que tiene el agua con su larga cola

por su verde sala?

Duérmete, clavel,

que el caballo no quiere beber.

Duérmete, rosal,

que el caballo se pone a llorar


...le mie gambe non penzolano più, in una sorta di moto immobile tutto tace mentre il cuore ritorna a battiti regolari... questa musica m'ha stordita. Per un attimo infinito mi ha portata altrove e ho perso il filo.


"Ehi tu, laggiù... mi dici quanto fa sette per otto?!"


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sabato, 12 aprile 2008, 13:11


"...E allora la guerra finisce presto!? Stasera facimu 'na bella festa per festeggiare la fine della guerra."


"Eh...! Ancora non è finita zi' Carmine!"


"E ci ne futte. Tie vai allu paese e alle masserie... e dinne ca stasira facimu festa.

Pizzica e mieru pe tutti!"



...per ora non dico altro!

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venerdì, 04 aprile 2008, 16:36


Cinzia e Vito mi suonano in testa come una canzone di Venditti che  racconta di vita e percorsi. Ed è musica bella la loro esperienza di coppia: un solido matrimonio, due figlie che son due stupende fanciulle, sacrifici e dolori di quelli comuni a molti e l'originale idea di ricominciare a studiare per laurearsi insieme, lo stesso giorno.


Cinzia e Vito sono musica quando li senti parlare: ti raccontano le loro emozioni con l'entusiasmo che fa brillare gli occhi e  con quell'inflessione tipica brindisina che è cantilena, musica di mare, melodia di sirene lontane.


 Cinzia e Vito per me son CinziaVito (tutto attaccato di proposito!) praticamente da sempre: mia cugina lei... e lui, prima il suo ragazzo e poi suo marito. Ed è ancora musica: li penso e mi vien in mente l' accordo di Do maggiore, essenziale, tonante, pulito.


Cinzia e Vito sono il piacere della condivisione, del fare insieme, del procedere in parallelo alla stessa andatura.


Cinzia e Vito sperano  di essere un buon esempio per Veronica e Giorgia perché sanno che i figli han bisogno di saldi punti di  riferimento.


Cinzia e Vito hanno grandi progetti e  probabilmente ignorano di essere uno splendido esempio per tutti coloro che hanno la fortuna di conoscerli!


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venerdì, 28 marzo 2008, 09:00

Luca è il mio parrucchiere. Un giovane uomo che professionalmente  si sta facendo. Bel salone in ottima zona, tre dipendenti, un figlio in arrivo, affitto da pagare. Approfitto delle vacanze per fare qualche colpo di sole e sistemare il taglio. Cinquanta euro, tondi tondi... "Posso fatturarti solo il taglio?" - "Certo, figurati!" ( "...bisogna aiutarli 'sti ragazzi"- mi dico infilando in borsa la fattura da 10 euro e deglutendo l'amarezza per l'esoso esborso).


 





Rolando è il mio cardiologo. Affascinante uomo di mezza età. Dipendente di un prestigioso nosocomio della provincia, fiore all'occhiello della sanità regionale. Il pomeriggio riceve nel suo studio privato, al piano terra della sua bellissima villa in paese. Ha tre figli e ci tiene ad informarmi, mentre cerca di venire a capo di una tecnologica refertazione,  che ognuno dei pargoli ha ormai il proprio pc.  "Ecocuore ed elettrocardiogramma fan130 euro. Facciamo 120..." (mio cugino ha sposato sua cugina... che culo! Questa mezza parentela mi fa risparmiare una decina d'euro!) "Posso fatturarti solo la visita?" aggiunge... "Altrimenti mi toccherebbe chiederti 150 euro" - "Certo, figurati!" ("...mi peserebbe molto tirar fuori altri trenta euro!" - mi dico infilando in borsa la fattura da 81,81 euro e con una certa contentezza, perché almeno questa è detraibile!)




Ed ora che ho capelli e cuore sistemati, posso pensare seriamente di evadere da questa situazione! Comincio ad annodare le lenzuola... 

spremuto da Rudiae· alle ore 09:00; permalink · commenti (59)

venerdì, 21 marzo 2008, 14:55

La "sveglia di emergenza" di mia sorella trilla con il suo sonoro martelletto alle 6.40, quando la legittima proprietaria è già in bagno con il phon acceso che le impedisce di avvertire il frastuono dell'infernale aggeggio posto sul suo comodino. Spero inutilmente, per una manciata di secondi, che mamma sia nei paraggi della camera degli orrori per porre fine all'agguato...ma realizzo, nell'immediato, che mi tocca scendere dal letto se non voglio far svegliare l'intero vicinato. Ormai in piedi, m'affaccio a rimirar il panorama di una "quasi" mattina soleggiata mentre decido di godermi il risveglio di primavera con una buona tazza di caffè.


 "Buongiorno" mi augura mamma salendo da chissà dove (probabilmente ha già fatto giardinaggio e steso un paio di bucati) "già in piedi?" e, eludendo ogni mio possibile vituperio di risposta, clik... accende la radio. Penso: "che bello, son quasi le sette, andrà in onda la replica di Viva Radio2. Sarà delizioso far colazione con Fiorello e Baldini."...e invece giunge dall'etere una voce ovattata, melliflua, quasi carezzevole che recita:


"Prima stazione: Gesù nell'orto degli ulivi"


e una vocina flebile da suorina risponde intonando...


"Santa Madre Deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore."


Il  display della radio s'illumina con la scritta Radio Maria e un coro di donne insiste con enfasi:


"Gesù, Gesù mio bene, stampate nel mio cuor le vostre pene!"



"...magari anche NO": è il mio ottimistico pensiero fuori dal coro!


Lo so, potrei andar a fare colazione in un altro angolino, lasciare mamma in meditazione solitaria, svincolarmi dalla santa presa, approfittare di un attimo di estasi della genitrice e sparire per ripormi sotto le coltri...  invece lei gioca d'anticipo e, tra un'orazione e una virtuale genuflessione mi intima: "stasera la processione è alle 6!"


"...magari anche NO" ribadisco, ma è ancora solo un pensiero!

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lunedì, 17 marzo 2008, 17:09


Scusatemi se faccio un uso privato del mezzo "blog" e anzicché inviare un mms esplicativo alla mia amica A. per chiarirle un concetto espresso a voce, posto  qui quanto volevo dirle a proposito di definizione muscolare e di quadricipiti.


Il fatto è che, tra l'altro, la mia amica D. parla spesso di Rugby e allora cerco  di approfondire   l'argomento, giusto per riuscire a starle appresso... e questo mi pare un ottimo punto di partenza. L'amico J. mi ha però ricordato che siamo in settimana santa e certi pensieri è bene tenerli alla larga... e io infondo che sto facendo? Sto solo mandando un messaggio... posto, guardo e non penso, giuro!!


Ascolto molto volentieri il soul di Amy Winehouse, una voce calda su note che sciolgono e raccontano di vite maledette; oggi ascolto lei  e leggo "Ragazze" di Evelyn Lau (regalo di compleanno dell'amica con la quale parlo anche di quadricipiti che si indovinano sotto i jeans di centauri fermi ai semafori). Sfoglio pagine pregne di orrore,  tra  droghe,  prostituzione e sfruttamento...   musica e lettaratura  si fondono perfettamente in un'atmosfera quasi bukowskiana. Manca solo il fumo di una sigaretta che si consuma nel posacenere, ma io non fumo e ho deciso di seguire il rugby. 



 

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lunedì, 10 marzo 2008, 16:19

Mentre mastico tre Vigorsol alla Liquirizia, nell'illusione che avere la bocca e i denti impegnati in un'attività mandibolante possa farmi smettere di pensare all'assortimento di cioccolatini che han viaggiato con me... mentre rùmino, più simile ad un ovino che ad una donna e mi lascio accarezzare ancora da un fascio stupendo di rose color arancio che pure han viaggiato con me, simbolo di un'amicizia antica e di una fresca conoscenza che molto ho apprezzato;



(scrivo "ovino" e penso alle pecore che ho visto in tv ieri su Rai 3, animali che agonizzano in pascoli di diossina tra orti di verdura che finirà sulle nostre tavole; scrivo "pecore" e, chissà perché,  penso a tutti coloro che appaludono a convention di destra e manca.)


...mentre penso che  masticare un certo numero di chewingum contemporaneamente  mi aiuterà a prevenire le antiestetiche rughe o quantomeno a tonificare tutti i muscoli del volto,


mi chiedo: "sarà il caso di scrivere finalmente qualcosa di sensato?"




Ci penserò domani!




 

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martedì, 04 marzo 2008, 07:09








Confesso: ho seguito il Festival di San Remo. Ormai si sa: sono un po' nostalgica, amo le tradizioni, mi piace la musica... apprezzo la dissacrante comicità di Chiambretti. Quest'anno c'è stata anche l'"aggravante" della pizzica: Eugenio Bennato e addirittura la valletta mora si sono esibiti a suon di taranta; il 58°Festival della canzone italiana, insomma, mi è stato cucito addosso.




Non mi spiego però come mai, nonostante la ragguardevole presenza di ottime canzoni in gara sia tra i big che tra i giovani (bellissime quelle di Cammariere, Max Gazzè, Tricarico, L'Aura, Giua, Bennato), da qualche mattina continuo a svegliarmi con in testa il pezzo di Toto Cotugno.




È un tarlo che funziona a mo' di sveglia:




"Ci siamo persi tante volte dentro a delle stupide bugie io e te

Ci siamo amati e odiati per assurde gelosie

Fra mille dubbi ma senza un perché

Come eravamo felici e come si stava bene sempre insieme

E i nostri sogni invano mano nella mano

Ma tu adesso con chi sei"


Questo genere di versi mi stimola conati di vomito e mi scatena reazioni allergiche tipo prurito diffuso, starnuti, lacrimazione.




È una settimana che mi sveglio in questo stato: ormai son convinta di essere posseduta da un demone.




C'è qualcuno in grado di esorcizzarmi!?


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Blogger: Rudiae
...tuffatevi tra il verde e il giallo...e gustatene l'asprezza! "Corte dei Limoni" posto incantevole, dove mi cullo tra profumi intensi e mutevoli al cambiar delle stagioni, tra colori vivi di sud, tra silenzi infiniti...è un giardino reale che si è tramutato oggi in luogo virtuale dove spero di sentirmi in sintonia con chi vorrà passarci e lasciare una traccia di sè...senza rompere...I LIMONI!

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...mentre tutto scorre
…Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (E. Montale)
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lu rùscio te lu mare
Maldive? No, Salento!
Se sbircio oltre i cespugli, mi accorgo che...
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